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«Vogliamo Alitalia nella joint venture per i collegamenti sul Nord America»

Una joint venture per il Nord Atlantico insieme ad Air France-Klm, Delta Air Lines e Virgin Atlantic dove far entrare anche Alitalia. È quello a cui stanno lavorando i partner di Sky Team insieme ai commissari del vettore italiano. La scadenza è quella del 30 aprile per presentare un’offerta.«La partecipazione di Alitalia alla nuova joint venture è al momento oggetto di discussione – spiega Jérôme Salemi, direttore generale Air France-Klm per l’East Mediterranean -. Stiamo lavorando perché Alitalia faccia parte di questo nuovo accordo con un ruolo specifico all’interno della joint venture».
Come cambierà la jv?
Il nuovo accordo è stato reso necessario dalla nuova compagine azionaria che si è venuta a creare dallo scorso luglio con l’entrata di Air France-Klm in Virgin Atlantic con il 31% che si va a sommare al 49% in mano a Delta Air Lines già da qualche anno. Con questo riassetto, la joint venture che dovrebbe essere operativa dal 2019 verrà ripensata a cominciare dai voli per il Nord Atlantico e sui collegamenti dagli hub di Londra, Parigi-Charles de Gaulle e Amsterdam Schiphol. La nuova joint venture varrà il 25% del traffico tra Europa e Nord America.
Quale potrebbe essere il ruolo di Alitalia?
«Con Alitalia nessun incrocio azionario, ma un ruolo di socio nella joint venture (diversa dagli accordi commerciali di Sky Team, ndr), sufficiente per darle più flessibilità nei collegamenti per gli States, Canada e Messico. Alitalia è un partner importante,abbiamo legami storici, stiamo facendo ogni sforzo per non recidere questa collaborazione». Qualche passo avanti è stato già fatto come la possibilità di utilizzare i Boeing 777-300 per uno dei voli da Roma per New York, con una capacità superiore di circa cento posti.
Aldilà di Alitalia, quali sono i piani di Air France Klm per l’Italia?
Nel 2017 il gruppo Air France-Klm ha trasportato 99 milioni di passeggeri (di cui 15 milioni Transavia) e puntiamo a crescere tra il 4-5% nel 2018. In Italia, il nostro piano prevede una crescita dell’8% che diventa il 26% quando si consideri solamente la nostra low cost, Transavia. È un mercato importante per il gruppo, essendo il terzo in Europa ad esclusione di quello francese e dei Paesi Bassi, dietro a Gran Bretagna e Germania. Copriamo 10 aeroporti con 440 voli la settimana. E in attesa di certezze sul futuro del nostro partner di Sky Team Alitalia, abbiamo deciso di accelerare la crescita in Italia: a partire dalla prossima stagione estiva introdurremo tre nuove rotte per Parigi Charles de Gaulle, da Catania, Bari e Cagliari.Inoltre abbiamo aumentato la capacità su alcune rotte importanti. Avremo così 12 aeroporti serviti, 14 se si considera anche Transavia.
Qual è la risposta di Air France alle «low cost»?
Abbiamo fatto molti sforzi per migliorare la nostra competitività, abbassare i costi e investire in nuovi prodotti e servizi. Di questa strategia fa parte Transavia, la nostra low cost a medio e corto raggio che nel 2017 ha visto crescere i passeggeri trasportati dell’11% e con un load factor del 90 per cento. Sul lungo raggio, abbiamo studiato la crescita delle low cost tra Europa e Nord America e insieme ai nostri partner, compresa Alitalia, abbiamo introdotto tariffe «light economy» senza bagaglio a meno di 400 euro, a partire dal 10 aprile. Per aumentare l’offerta, lo scorso anno abbiamo lanciato Joon che non è una low cost, ma una estensione a tutti gli effetti di Air France-Klm: dal suo lancio lo scorso 1 dicembre, ha già ha trasportato 300mila passeggeri e assunto 500 dipendenti. In Italia Joon da fine marzo volerà da Roma e da Napoli aumentando l’offerta su Parigi rispettivamente del 6,7% e dell’8,6%.
State pensando a una low cost a lungo raggio?
Al momento nessuna decisione è stata presa. Stiamo valutando questa opportunità ma bisognerà attendere l’annuncio del nuovo piano strategico atteso durante l’estate.

Mara Monti

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