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Voglia di conversione

A volte ritornano. Dimenticati soprattutto nelle fasi mercato Orso come quella attuale, i titoli di risparmio e privilegiati possono tornare improvvisamente alla ribalta spinti da decisioni di carattere straordinario da parte dei gruppi di appartenenza o attirando l’attenzione degli investitori nel caso in cui raggiungano valutazioni particolarmente depresse. A accendere i riflettori sulla categoria delle azioni a diritto limitato è stato l’annuncio da parte di John Elkann presidente di Exor, la finanziaria della famiglia Agnelli, che potrebbe procedere alla ristrutturazione delle azioni di risparmio e privilegiate in ordinarie.
Prospettiva
Una decisione definitiva non sarà presa comunque a breve ma il mercato ha già iniziato a scommettere su questa prospettiva portando a una chiusura dello sconto tra il prezzi di Borsa dei titoli ordinarie e quelli di classe inferiore. Quella dello sconto è una caratteristica che si spiega con il fatto che le azioni di risparmio e privilegiate non attribuiscono il diritto di voto, e per questo motivo sono meno interessanti per gli investitori che scommettono su una scalata alla società. Mentre sono sempre piaciute a chi va a caccia di dividendi perché la cedola delle risparmio è sempre più elevata di quella ordinaria.
Scorrendo il listino si nota come la pattuglia delle azioni di «serie B» sia ancora molto nutrita sebbene da anni nessuna società le abbia più emesse. Le azioni minori più note sono senza dubbio le Telecom Risparmio il cui valore di Borsa è pari a 3,3 miliardi, rappresentando, per capitalizzazione uno dei titoli più importanti del listino, ed essendo nel portafoglio di migliaia di risparmiatori grandi e piccoli. Dimensioni di tutto rispetto anche per Exor privilegiate e le risparmio di Intesa San Paolo che valgono rispettivamente 1,2 miliardi e 801 milioni. Ma la maggior parte dei titoli senza voce in capitolo presenta dimensioni ridottissime ovvero di pochi milioni di euro. Mantenere la quotazione in Borsa ha un costo non indifferente che spinge ciclicamente i manager dei gruppi coinvolti a promuovere operazioni straordinarie per ritirare i titoli dal mercato attraverso lo scambio con le ordinarie sino al ritiro dal listino. Un passaggio che spesso si rileva un vantaggio per gli azionisti. Le azioni di classe «B» infatti trattano nella maggior parte dei casi con uno sconto rispetto alle sorelle maggiori, ovvero hanno una quotazione di Borsa inferiore, una differenza che i promotori dell’operazione di conversione tendono a ridurre proponendo condizioni migliorative.
Rassegna
CorrierEconomia ha messo in rassegna i titoli di Piazza Affari i cui risultati sono riportati nella tabella a fianco. Sono state messe in evidenza solo le principali società dove lo sconto è più significativo e che quindi potrebbero prima o poi essere interessate da operazioni di carattere straordinario. Giulio Baresani Varini di Millenium Sim accende un faro su Intesa Sanpaolo: «Potrebbe essere un modo difensivo per approcciare il settore bancario italiano e per scommettere su una possibile ritiro dal listino. Le azioni di risparmio staccano infatti un generoso dividendo (quasi il 6% di yield) che il management della banca milanese farebbe volentieri a meno di continuare pagare».
Possibili manovre anche su Telecom Risparmio. Secondo Baresani, «dopo essere sceso sotto la soglia di 10 miliardi di capitalizzazione il gruppo guidato da Franco Bernabè è diventato una preda. Per difendersi dal rischio scalata, potrebbe essere utile la conversione delle risparmio a condizioni ovviamente migliori rispetto a quelle di mercato. Anche per Exor è probabile un’operazione a condizioni premianti per i soci come avvenuto come per Fiat». Tra le società per cui avrebbe senso una ristrutturazione dei titoli di seconda categoria c’è Danieli. Le azioni di risparmio in circolazione valgono circa 390 milioni, trattano con uno sconto del 46% sulle ordinarie e staccano una cedola che rende il 3,5%, il doppio delle sorelle maggiori. Danieli alla fine di marzo 2012 aveva in cassa 814 miliardi di euro. Risorse più che sufficienti per effettuare un buy back delle risparmio.

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