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Voglia di case, risale la domanda di mutui

I consumi segnano ancora il passo, ma almeno sul fronte dei mutui gli italiani si fanno coraggio: febbraio conferma una decisa inversione di tendenza in atto da otto mesi, con un rialzo dell’8,4 per cento della domanda. Il Barometro Crif della domanda di credito delle famiglie certifica dunque un recupero di quasi tutto il terreno perso negli ultimi due anni. Se invece il confronto va al febbraio 2011, la differenza con i livelli della domanda rimane ancora corposa: meno 48,1%. Tuttavia, nonostante i livelli dell’erogato rimangano ancora in terreno negativo, «l’andamento della domanda fa pensare a serie prospettive di ripresa per i prossimi mesi, nonostante la rischiosità rimanga alta, e dunque le banche siano ancora prudenti», dice Maurizio Liuti, responsabile comunicazioni di Crif. A confermare la schiarita c’è anche lo spread che ieri, pur risalendo lievemente, è rimasto sotto i 180 punti base, a 179. Il differenziale tra il Btp decennale e il Bund tedesco aveva aperto a 177, chiusura di mercoledì, ed era poi sceso fino a quota 174,3, ai minimi dal gennaio 2011. La lieve risalita in chiusura è legata probabilmente alla decisione della Bce di non varare, per il momento, nuove misure di espansione monetaria.

Se la domanda di mutui torna stabilmente a espandersi, anche se si registra una decisa contrazione dell’importo medio richiesto, 124.088 euro contro i 140.877 del 2010, i consumi rimangono in caduta libera: a gennaio l’indicatore di Confcommercio registra una diminuzione dell’1,6 per cento su base annua e dello 0,3 per cento su dicembre. L’unico segno positivo si registra per la spesa in beni e servizi per le comunicazioni, in rialzo del 4,6 per cento sul gennaio 2013. Per il resto scende tutto: la spesa per alberghi, pasti e consumazioni fuori casa (—2,3%), beni e servizi per la casa (—2,2%), abbigliamento e calzature (—2,1%). Sul dato mensile emerge un modesto aumento della spesa per beni e servizi ricreativi (+0,2%), con un calo accentuato però per i beni e i servizi per la mobilità (—1,5%). I tagli sulle vacanze sono confermati da un calo congiunturale della spesa per alberghi e ristoranti, ma a ridimensionarsi sono anche i consumi di alimentari e bevande, in calo per il terzo mese consecutivo.
Non ci saranno miglioramentinel medio termine sul fronte dei consumi, secondo l’Associazione Bruno Trentin e il Cer: «A fine 2013 la riduzione cumulata del potere di acquisto, rispetto al 2007, ha raggiunto l’11% — dice il presidente dell’associazione, Fulvio Fammoni — e per il biennio 2014-2015 si prevede un’ulteriore flessione dell’1%». Secondo l’analisi dei due istituti, i consumi della famiglia di un operaio si ridurranno ancora di 212 euro nel 2014 e di 404 nel biennio 2015-2016. Mentre con reddito da lavoro impiegatizio i consumi caleranno in media di 288 euro nel 2014 e di 548 nel biennio 2015-2016. Neanche Confcommercio è ottimista, e rileva che «il ridimensionamento registrato a gennaio, dopo un trimestre di stabilizzazione dei consumi », mostra, insieme ad altri indicatori, che i modesti passi in avanti del quarto trimestre si stanno vanificando, mentre «l’economia italiana sembra essersi instradata più in una fase di stagnazione che di ripresa».
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