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Vodafone-Verizon, trattativa da 100 miliardi

La svolta di Vodafone è piaciuta ai mercati: la conferma che il colosso britannico è in trattative per vendere a Verizon la quota della joint venture Verizon Wireless ha fatto salire di oltre il 9% il titolo alla Borsa di Londra ieri (in chiusura +8,6%), ai massimi da oltre dodici anni, portando la capitalizzazione di Vodafone vicina ai 100 miliardi di sterline.
Verizon, il numero uno della telefonia mobile Usa con oltre cento milioni di utenti, possiede già il 55% di Verizon Wireless e sarebbe pronto a pagare 130 miliardi di dollari (circa 100 miliardi di euro) per rilevare la quota del 45% in mano a Vodafone. Il gruppo americano tenta da anni di prendere il pieno controllo della redditizia joint venture, ma Vodafone finora aveva opposto resistenza.
Uno spiraglio si era aperto nel 2009 quando Vittorio Colao, allora da poco amministratore delegato del gruppo britannico, aveva dichiarato di voler «risolvere la questione» Verizon Wireless con una vendita o una fusione. Ieri infine l’ammissione in un conciso comunicato: «Vodafone conferma di essere in trattative con Verizon Communications Inc riguardo la possibile vendita della divisione Usa di Vodafone, il cui principale asset è la quota del 45% di Verizon Wireless».
Nonostante la cautela di rito di Vodafone, che ha sottolineato che «non c’è alcuna certezza che verrà raggiunto un accordo», ci sono voci insistenti che le trattative sono ad uno stadio avanzato e che l’annuncio formale potrebbe arrivare già lunedì.
Verizon, il cui titolo quest’anno ha raggiunto i massimi da 13 anni, ha ora la forza di fuoco per fare un’offerta che gli analisti ieri hanno definito generosa. Rivendicata quindi la posizione di Colao, che resistendo alle pressioni degli azionisti aveva promesso di vendere solo «al momento giusto e al prezzo giusto». La cessione rientra inoltre nella strategia delineata dal Ceo di uscire da partnership e joint venture nelle quali non ha una posizione di controllo. Negli ultimi tre anni Vodafone ha venduto quote nella società francese Sfr e in gruppi in Polonia e in Asia.
L’affare priverebbe il gruppo britannico di un business molto redditizio, ma riempirebbe anche le casse di contanti, dando grande flessibilità a Vodafone nei suoi progetti di espansione nei mercati emergenti in crescita. Nick Read, responsabile del gruppo per l’Africa, Asia e Medio Oriente, ha dichiarato che sta cercando opportunità di investimento in Africa, dove entro pochi anni gli utili Vodafone supereranno quelli dell’Europa.
La posizione di Vodafone in Italia dovrebbe rafforzarsi in seguito alla vendita. È previsto infatti che Verizon rivenda a Vodafone la sua quota del 23% di Vodafone Italia, valutata intorno a 4 miliardi di euro, restituendo al gruppo britannico il pieno controllo della divisione italiana. Torna anche alla ribalta la possibilità già ventilata di un’acquisizione di Fastweb Spa.
Vodafone si conferma così protagonista del risiko globale delle telecomunicazioni in corso. In Europa il gruppo britannico in giugno ha annunciato l’acquisizione di Kabel Deutschland, il primo operatore via cavo tedesco per 7,7 miliardi di euro, mentre Liberty Global ha rilevato Virgin Media per 24 miliardi di dollari e la spagnola Telefónica ha fatto un’offerta da 8,5 miliardi di euro per il gruppo tedesco E-Plus.
Negli Stati Uniti la giapponese SoftBank in luglio ha completato l’acquisizione della maggioranza di Sprint Nextel per 21,6 miliardi di dollari, mentre in maggio Deutsche Telekom ha fuso la sua divisione Usa T-Mobile con MetroPcs Communications. La vendita della quota di Verizon Wireless, se confermata, sarebbe inoltre la maggiore acquisizione in assoluto da quando Vodafone aveva comprato il gruppo tedesco Mannesmann AG per 150 miliardi di euro nel 2000 e la terza per dimensioni di tutti i tempi.

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