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Vodafone, prima l’Italia poi la Germania Investe 3,6 miliardi

Vodafone Italia torna ad essere per il gruppo inglese il secondo mercato europeo per importanza. Lo dicono i numeri dell’operazione «spring» (o molla) che l’amministratore delegato, Vittorio Colao, aveva preannunciato subito dopo avere chiuso con Verizon uno scambio del valore di 130 miliardi di dollari. Mancavano le distribuzioni per countries degli investimenti. Arrivate ieri: la «molla» per l’Italia sarà da 1,8 miliardi di euro in un biennio (1,5 miliardi di sterline). Una cifra che raddoppia di netto gli investimenti di Vodafone in Italia portandoli nel 2014-15 a 3,6. A questi, di rigore, andrebbero aggiunti circa 3 miliardi di euro, valore della quota poco sotto il 23% in Vodafone Italia ceduta da Verizon.
Vodafone, dunque, punta fortemente sull’Italia come si evince anche dal confronto con le «molle» biennali che riceveranno gli altri principali Paesi: 1,2 miliardi di sterline per la Germania, 700 milioni per l’India, 300 per la stessa Gran Bretagna, 330 per la Turchia e altri 300 milioni di sterline per il Sud Africa.
Si conferma il momento di grande visibilità per l’Italia: solo la scorsa estate lo stesso Colao aveva annunciato di volere affidare a Paolo Bertoluzzo il ruolo di chief commercial and operations officer del gruppo con la responsabilità di guidare la strategia commerciale e operativa, nonché le iniziative di innovazione e trasformazione a livello mondiale per i diversi mercati e segmenti. Il passaggio definitivo avverrà il 1 gennaio con l’arrivo per l’Italia di Aldo Bisio.
L’investimento, peraltro, arriva in un momento in cui i conti semestrali non sono affatto belli per l’Italia: -11% i ricavi totali da servizi al netto della riduzione delle terminazioni mobili e -16,7% al lordo. Mentre crescono i risultati del traffico dati.
A livello di gruppo Vodafone ha chiuso il semestre in utile, ma i ricavi derivanti da servizi hanno deluso le attese.
Al netto della cifra assoluta, la variabile importante sarà l’indirizzo che questi soldi prenderanno. Il gruppo per l’Italia punterà a spingere sulla rete 4G e coprirà 150 città con la fibra in Fttc (fiber to the cabinet) entro il 2016, in un momento in cui Telecom Italia sta vivendo un momento di transizione. Ma nelle slide proiettate ieri da Colao sugli investimenti – che grazie a «Spring» passeranno da 12,1 miliardi di sterline a 19,1 – si parlava anche di «investimenti inorganici» a seconda delle opportunità di mercato. In poche parole acquisizioni. Tra le voci circolate negli ultimi anni c’è sempre stato l’interesse di Vodafone nei confronti di Fastweb, anche se gli approcci si sono sempre scontrati sulla valutazione. Peraltro solo pochi giorni fa l’azionista Swisscom ha detto che Fastweb non è in vendita. Ma si sa: il prezzo regna.

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