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Vodafone cede le attività francesi

di Leonardo Maisano

Da Nuova Delhi, a Parigi con un occhio a Varsavia. Vodafone accelera e sistema partite rimaste aperte troppo tempo in un blitz che ha portato il ceo Vittorio Colao a chiudere l'acquisizione di Essar Mobile in India e la cessione di Sfr in Francia.

È della notte fra domenica e lunedì la conferma che Vodafone ha venduto a Vivendi il 44% dell'operatore di telefonia mobile francese in cambio di 7,95 miliardi di euro. Un prezzo marginalmente più alto del previsto. Risale invece a giovedì il deal indiano, quando Vodafone ha messo sul tavolo 5 miliardi di dollari per rilevare il 33% di Vodafone Essar dal gruppo indiano. Ora gli occhi sono puntati a Varsavia dove Vittorio Colao spera di liquidare il 24,4% di Polkomtel, società con ampia partecipazione pubblica. Il titolo del gruppo di telefonia britannica ha salutato le notizia francese, nel contesto del generale assestamento delle partecipazioni, con un balzo in avanti in mattinata per poi ripiegare, nel pomeriggio, appena al di sotto dei prezzi di venerdì.

La notizia più attesa è quella che giunge da Parigi dove Jean Bernard Levy, ceo del gruppo, ha accettato una valutazione della società pari a 6,2 ebitda del 2010 mostrandosi un po' più generoso del previsto a conferma della voglia, mai nascosta, di portare il 100% di Sfr sotto il marchio Vivendi. «È sempre stato un nostro obiettivo strategico – ha detto – e questo ci consentirà di aumentare il dividendo per i nostri azionisti». L'accordo – Lazard è stato advisor di Vodafone, Rothschild di Vivendi – sarà completato entro la fine di giugno. Con il danaro ricavato Vodafone acquisterà azioni e abbatterà il debito.

L'operazione francese conferma la volontà del ceo del gruppo di telefonia britannico di liquidare le partecipazioni considerate meno strategiche secondo un progetto annunciato da tempo. Aveva cominciato lo scorso settembre con la vendita del 3,2% di China Mobile, aveva poi indicato Parigi e Varsavia come target prossimi venturi. Ora che la missione Sfr è stata ultimata, l'attenzione è rivolta a Polkomtel, ma i tempi in questo caso potranno essere più lunghi per motivi diversi, non ultimo l'ampia base azionaria. Questo non indebolisce una strategia netta e in pieno svolgimento: concentrare le risorse del gruppo su Europa, India e Africa sfoltendo le partecipazioni diffuse che aveva voluto il precedente ceo di Vodafone, Arun Sarin. Resta ora da capire quale sarà il destino di un altro pezzo privilegiato ma tribolato del gruppo: il 45% di Verizion Wireless in portafoglio alla società britannica.

Quella di ieri è stata una giornata di grandi manovre sul fronte dell'M&A: Texas Instruments ha annunciato l'acquisto di National Semiconductor per 6,5 miliardi cash, mentre il private equity Kkr ha rilevato da Pfizer l'unità Capsugel per 2,37 miliardi. Insieme al deal Solvay-Rhodia (si veda articolo a lato) le fusioni hanno superato ieri i 25 miliardi di dollari.

 

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