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Vodafone accende le reti in 5G nelle metropoli italiane

Solo cinque città (Milano, Roma, Torino, Napoli e Bologna) che saranno 40 fra un anno. Ma quando c’è una competizione in corso, partire per primi può essere un vantaggio. Ecco perché Vodafone Italia ha deciso di bruciare le tappe nel lancio del nuovo servizio 5G e passare «dalla fase sperimentale a quella commerciale», come ha annunciato ieri l’amministratore delegato Aldo Bisio. Da lunedì, sarà possibile usufruire dei servizi della nuova tecnologia, più veloce, più diffusa e più pervasiva: non solo perché permette di scaricare tutta una serie tv in pochi minuti mentre si sta parlando al telefono passeggiando, ma consente anche di mettere in contatto fino a un milione di oggetti per chilometro quadrato, consentendo così l’applicazione effettiva nella vita di tutti i giorni dell’Internet delle cose. Insomma, è la nuova frontiera della telecomunicazione che consentirà alle reti di sostenere la mole crescente di informazioni che vengono scambiate ogni giorno: secondo una nota di Vodafone «il traffico dati triplicherà nei prossimi 3 anni, trascinato dal traffico video che ha già raggiunto quota 70% del consumo dei dati a inizio 2019, la diffusione dell’Internet delle cose tra le imprese è cresciuta del 19% solo nell’ultimo anno, il cloud del 24% e i Big Data del 18%». In pratica, se un ulteriore passo in avanti all’interno di quel processo più ampio che si chiama rivoluzione informatica: cambierà il rapporto dei cittadini con la tecnologia, consentendo alle imprese di essere più efficienti. Gli addetti ai lavori già lo sanno, i consumatori lo scopriranno presto. A patto di comprarsi uno smartphone nuovo: quelli in commercio sono per lo più adeguati allo standard del 4G. Al momento Vodafone mette a disposizione tre modelli, gli altri arriveranno in seguito. Da lunedì, si potrà iniziare a usufruire del nuovo servizio nelle cinque principali città, ma l’obiettivo di Vodafone è di arrivare a coprire con la propria rete alle prime 100 città per numero di abitanti per il 2020. Il servizio costerà 5 euro in più al mese, a meno di avere già una tariffa che prevedeva il 5G. Sarà attivo anche il roaming con Spagna, Germania e Regno Unito. Per quanto riguarda penetrazione e target clienti, «questo dipende moltissimo dalla curva discendente dei prezzi dei telefoni, se seguisse la curva 4G, che è stata molto veloce – ha spiegato Bisio – allora potremmo avere presto livelli di penetrazione del 5G importanti». E ha ricordato quanto accaduto in passato: «In tre anni e mezzo abbiamo portato circa l’85% dei nostri clienti in 4G e prevediamo che accada lo stesso con il 5G». Per la precisione, tra 2016 e 2017, circa un milione di clienti al mese passarono al 4G dal 3G. Ora si attende la risposta dei concorrenti, da Tim a Fastweb a Wind Tre e c’è da scommettere che non tarderà molto.

Luca Pagni

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