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Voci di riacquisti sui bond: vola Deutsche Bank

Francoforte
Forte rimbalzo ieri delle azioni di Deutsche Bank, dopo le indiscrezioni, che Il Sole 24 Ore ha riferito ieri, secondo cui la più grande banca tedesca intenderebbe riacquistare parte delle sue obbligazioni senior. Per la prima volta da nove a giorni a questa parte è sceso inoltre il costo di assicurarsi attraverso Cds contro l’insolvenza da parte della banca sui suoi titoli ibridi, i cosiddetti “CoCo”: era stata la voce secondo cui Deutsche Bank non sarebbe stata in grado di pagare la cedola su uno di questi titoli di Additional Tier 1, nell’aprile prossimo, a provocare la rotta della quotazione azionaria e ha indurre l’amministratore delegato John Cryan e persino il ministro delle Finanze, Wolfgang Schaeuble, a diffondere dichiarazioni rassicuranti.
Le azioni Deutsche sono salite del 10,2%, dopo aver guadagnato nel corso della giornata fino al 17%, anche per effetto di ricoperture di operatori che avevano puntato sul ribasso nei giorni scorsi. Dall’inizio dell’anno il ribasso è attorno al 30%. Un possibile riacquisto di obbligazioni senior (Deutsche ne ha in circolazione circa 50 miliardi di euro), che attualmente quotano a sconto, produrrebbe un guadagno di capitale. Una portavoce della banca ha dichiarato ieri che l’operazione non è stata ancora decisa.
Perdurano tuttavia sui mercati le incertezze sul successo della strategia di ristrutturazione annunciata da Cryan, che ha preso le redini del gruppo sette mesi fa. Ieri è circolata un’altra indiscrezione, raccolta dall’agenzia Reuters, secondo cui Deutsche Bank si preparerebbe a svalutare Postbank, la banca al dettaglio che opera attraverso gli uffici postali, acquistata nel 2008 all’atto della privatizzazione per complessivi 6 miliardi di euro. La partecipazione è in bilancio per 4,5 miliardi e verrebbe svalutata a 2,8 in vista della vendita o della quotazione prevista entro fine anno. In un cambio di strategia e visti i risultati insufficienti della controllata, il vertice di Deutsche Bank ha infatti deciso di dismetterla, anche per migliorare la propria posizione patrimoniale.
Il caso della più grande banca tedesca resta ovviamente anche sotto i riflettori della politica. Dopo l’intervento di Schaeuble, il cui portavoce ha precisato ieri che non è in programma alcun incontro delle autorità tedesche per esaminare la situazione dell’istituto, è stata la volta di Carsten Schneider, uno degli esponenti di spicco dei socialdemocratici, l’altro partito della coalizione di Governo, secondo cui gli investitori dovranno abituarsi a rendimenti inferiori dalla banca, il cui nuovo corso richiederà tempo per dare frutti. Le Camere di Commercio tedesche hanno espresso invece la preoccupazione che possibili difficoltà delle banche si ripercuotano sull’accesso al credito delle piccole e medie imprese.

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