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Voci di interventi Bce, volano le Borse

I mercati iniziano a intravedere una staffetta reale tra Federal Reserve e Banca centrale europea nel fornire liquidità. E festeggiano con rialzi importanti una seduta che al momento accantona le nubi della vigilia e delle ultime due settimane quando sia i listini europei che quelli americani avevano lasciato sul terreno 10 punti percentuali.
Lo scatto, dopo una mattinata sul chi va là, è arrivato non appena sono trapelati rumor in base ai quali la Bce – che lunedì ha avviato un piano di acquisto di covered bond, obbligazioni bancarie garantite da mutui – starebbe valutando anche acquisti di corporate bond (quindi obbligazioni aziendali) sul mercato secondario per cercare di potenziare l’immissione monetaria. Secondo la fonte – come indicato dalla Reuters – i dettagli da definire sono ancora molti ma la Bce intenderebbe prendere una decisione in materia a dicembre con l’obiettivo di far partire gli acquisti entro il primo trimestre dell’anno prossimo. Nonostante la smentita della Bce («il Consiglio direttivo non ha preso una decisione del genere» ha ribattuto il portavoce dell’Eurotower) i mercati non si sono fermati.
Piazza Affari ha accelerato con il Ftse Mib che ha guadagnato il 2,79%, maglia rosa in Europa (indice Eurostoxx 50 a 2,19%). Hanno brillato i titoli bancari guidati Banca Mps (+5%) che nelle ultime cinque sedute aveva lasciato sul terreno il 16%. Brillante recupero anche per Mediaset (+8,3%). Poco mossa Luxottica, in attesa di capire come si chiuderà la partita per la nomina del nuovo vertice.
L’entusiasmo generale degli operatori si è visto anche nelle altre asset class. Sono tornati gli acquisti sui bond periferici. I titoli greci a 10 anni sono scesi sotto l’8%. Lo spread tra BTp e Bund, dopo essere schizzato a quota 180 nei primi scambi, è sceso a 164 con il rendimento del decennale al 2,51%. In flessione anche lo spread Bonos/Bund (134 punti). «Se la Bce acquistasse corporate bond è come se dicesse al mercato: fate come volete, ma i tassi scenderanno. E questo favorisce qualsiasi titolo abbia un rendimento» spiega un trader.
Non è andato benissimo, invece, il secondo giorno di raccolta per il BTp Italia ha fruttato al Tesoro ordini per poco più di 1 miliardo di euro. In totale, quindi, la raccolta avanzata dal retail ha toccato i 4,036 miliardi di euro. Siamo lontani dall’obiettivo di 10 miliardo dato che oggi è previsto l’ultimo giorno di raccolta da parte dei piccoli risparmiatori, mentre domani sarà il turno degli investitori istituzionali. L’ipotesi di nuovi stimoli Bce ha favorito anche un deprezzamento dell’euro che è passato da un massimo di giornata oltre 1,28 dollari a 1,2722. Il rialzo iniziale era stato causato dai dati sul rallentamento della della Cina che nel periodo luglio-settembre ha ridotto il ritmo di crescita al 7,3% – il minimo dall’inizio del 2009 – dal 7,5% del trimestre precedente. Inizialmente hanno prevalso sull’umore degli investitori i timori di un rallentamento globale e, di conseguenza, l’idea che la Federal Reserve possa posticipare i tempi previsti per un rialzo dei tassi. Ma dopo i rumor sulla Bce il mercato si è concentrato su Francoforte. Senza pensare, come accaduto nei giorni scorsi, agli imminenti risultati degli stress test. Su questi esami è intervenuta ieri Standard & Poor’s. Secondo l’agenzia di rating, l’impatto sulle banche valutate da S&P «sarà probabilmente limitato». Se però la Bce svelasse su alcuni istituti punti di debolezza non noti, «allora S&P potrebbe ridurne il rating».
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