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Voci di bocciatura da parte di Moody’s l’Italia spaventa le Borse, Milano -2,5%

ROMA — Potenza delle voci. Energia delle indiscrezioni. Così, basta che sui mercati cominci a circolare una diceria su una nuova, possibile bocciatura da parte di Moody’s, preoccupata per la situazione politica nazionale, che subito la Borsa di Milano inverte la rotta. E non c’è accordo di Cipro che tenga: l’indice di Piazza Affari comincia a perdere terreno fino a lasciare sul campo il 2,50% del valore. Ancora una volta, Milano è maglia nera. Lo spread schizza a quota 328.
L’agenzia di rating risponde con un «no comment» a questi rumours. Perciò lo spettro di un downgrading, così si chiama in gergo, resta in piedi anche perché già all’indomani del voto Moody’s aveva diffuso un report per dire che il risultato delle elezioni disegnava un quadro di incertezza nel Paese, col rischio di nuove elezioni. Inoltre anche Fitch s’è mossa, relegando l’Italia in serie B proprio per via del «risultato inconcludente delle elezioni»: è stata questa la prima doccia fredda sulla scena internazionale dopo il voto.
In qualche maniera lo stallo politico ha a che fare anche con una delicata diatriba tra governo e Ue a proposito del pagamento dei debiti della Pubblica amministrazione e dello stralcio delle spese per investimenti dal computo del deficit. Ebbene per «beneficiare» di questa «flessibilità» nell’uso delle risorse pubbliche, secondo gli uomini del commissario Olli Rehn, bisogna che i Paesi non siano sottoposti a procedura di deficit eccessivo, come è invece l’Italia. Fonti aggiungono che con un deficit rivisto al 2,9% quest’anno (risultato dei pagamenti arretrati), l’Italia è «al limite» e dunque una sua uscita da questo status non è né sicura né scontata. Come a dire: attenzione a non aprire troppo i cordoni della borsa, altrimenti il deficit sale. Ma secondo Monti le cose non stanno così. Parlando al Senato, il premier uscente assicura che già ad aprile il Paese non sarà più dentro questa procedura. A scanso d’equivoci, comunque, le diplomazie economiche trattano.
Sia come sia, l’incertezza postelettorale preoccupa le agenzie di rating, grava sui mercati e pure sul potere dell’Italia al tavolo negoziale di Bruxelles. Ora, è vero che le agenzie di rating non godono più del prestigio di un tempo. Ma se mai dovesse arrivare un declassamento da parte di Moody’s, significherebbe per l’Italia sfiorare il livello junk, spazzatura: già oggi si colloca appena due gradini sopra, a quota Baa2. Nella classifica di questa agenzia, per ritrovare i tempi d’oro, quando l’Italia aveva ancora la preziosa tripla A , il certificato di massima affidabilità, bisogna risalire al 1987. L’Italia è in serie B anche per Fitch e Standard e Poor’s.
Naturalmente sul risultato borsistico del giorno pesano anche altri fattori, a cominciare da una dichiarazione del neopresidente dell’Eurogruppo, l’olandese Jeroen Dijsselbloem, secondo cui il caso Cipro, con la partecipazione attiva di investitori e correntisti al salvataggio delle banche, può essere un «modello » per tutta l’Europa. La reazione delle Borse a questa dichiarazione è immediata e negativa. Più tardi un portavoce cercherà di correggere il tiro, giurando che no, Nicosia è «un caso specifico», e dunque «non un modello» per gli altri. Ma tant’è. Le Borse cominciano a perdere terreno e Milano più delle altre, perché appunto spaventata dalle voci su Moody’s, con i titoli bancari in perdita e soggetti a una raffica di sospensioni. Soffre molto anche Madrid (-2,27%) con le banche a picco a cominciare da Bankia che crolla del 31%. In questo clima il Tesoro riesce a piazzare Ctz per 2,83 miliardi con tassi in rialzo (1,746%), ma la vera prova ci sarà oggi e domani quando sono previste aste di Bot semestrali e di Btp. L’euro scende sotto quota 1,29 dollari. Intanto, arriva l’Anagrafe dei conti correnti per rafforzare la lotta all’evasione. Il direttore dell’Agenzia delle entrate Attilio Befera ha firmato ieri la circolare attuativa per l’invio da parte degli operatori dei dati sui conti e sui depositi. La prima scadenza è al 31 ottobre, data entro la quale devono essere trasmessi i dati del 2011.

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