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Vivendi sfida l’Authority congela Mediaset ma fa ricorso al Tar

Vivendi è certa di non infrangere le barriere che vietano di giocare ad asso pigliatutto nell’editoria e nella comunicazione. Per questo la società francese si appella ai giudici del Tar — ora è ufficiale — contro l’altolà che il nostro Garante per le Comunicazioni (l’Ag-Com) le ha intimato il 18 aprile.
Oggi il colosso transalpino della tv e dei videogame (Vivendi appunto) ha il controllo di fatto di Telecom Italia con la maggioranza dei consiglieri di amministrazione e il 23,9% del capitale; ed ha anche il 28,8 delle azioni di Mediaset (con il 29,9% dei diritti di voto). Quello che il nostro Garante bolla come una violazione delle norme anti-concentrazione, per Vivendi è un assetto legittimo. I francesi sostengono che la presenza in Mediaset, per quanto rilevante, non permette di influenzare i destini delle tv del Cavaliere, dove Berlusconi continua a comandare. Per questo chiedono al Tar di cancellare la delibera del Garante del 18 aprile che invece ordina loro — tempo un anno — di mollare la presa in Telecom Italia oppure in Mediaset. Vivendi dà un contentino al Garante, niente di più. I francesi avrebbero congelato parte dei diritti di voto che detengono in Mediaset tenendone vivo solo il 9,9%. Questa mossa permette alla società transalpina di guadagnare tempo, in attesa che il Tar si pronunci sulla delibera dell’altolà, quella del 18 aprile. La sfida ad AgCom, dunque, è totale. D’altra parte l’ad di Vivendi de Puyfontaine, che è anche presidente esecutivo in Telecom Italia, è insofferente per i veti dell’arbitro della tv e delle tlc. Mentre gli Usa danno il via libera alle nozze tra At&t e Time Warner, il nostro Paese fa muro contro l’avvicinamento tra Telecom e il Biscione.
In questo scenario in movimento, batte un colpo anche Mediaset che riprende il controllo totalitario, dunque il 100%, della sua traballante pay-tv Premium. Berlusconi rileva l’11,1% che gli spagnoli di Telefònica avevano comprato nel gennaio 2015 per 100 milioni. In queste settimane Telefònica, ex monopolista iberico della tlc, avrebbe sottoscritto un singolare accordo con Mediaset. In pratica, gli spagnoli incasseranno l’11,1% del risarcimento che Vivendi verserà al Biscione, se condannata dal Tribunale civile. In quella sede, i legali di Berlusconi reclamano un miliardo.
A luglio 2016, Vivendi si era impegnata ad acquistare in blocco Mediaset Premium pagando con un pacchetto di sue azioni (pari al 2,962% del capitale sociale). La casa madre Mediaset avrebbe ottenuto anche un altro 0,538% di Vivendi e girato ai francesi, a sua volta, un 3,5% del proprio capitale. Dopo l’estate, il gruppo transalpino ha disdetto unilateralmente questo contratto. Le tensioni tra Vivendi e il Biscione hanno depresso l’andamento del titolo della società milanese. E Vivendi — questa l’accusa della famiglia Berlusconi davanti al giudice civile — ne avrebbe approfittato per avviare la scalata ostile a Mediaset.

Aldo Fontanarosa

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