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Vivendi sale al 29,9% di Mediaset, ma la Borsa non crede più all’Opa

Come aveva preannunciato all’inizio della settimana Vivendi è arrivata al 29,94% dei diritti di voto di Mediaset (28,8% del capitale) portandosi a un passo dalla soglia dell’Opa obbligatoria. Ora per forza di cose il gruppo presieduto da Vincent Bolloré dovrà fermarsi, a meno che non intenda rompere gli indugi e lanciare una scalata vera e propria a Cologno. Ipotesi che in Borsa sembra però perdere consistenza, dopo aver contribuito a spingere nelle ultime due settimane i titoli del Biscione a livelli che non si vedevano da tempo. Ieri a Piazza Affari Mediaset ha perso oltre il 12,4% con quasi il 5% del capitale passato di mano.

Le vendite sono arrivate nel giorno in cui il cfo del gruppo di Cologno, Marco Giordani, è stato ascoltato in Consob sulla scalata lanciata da Vivendi. Mediaset nei giorni scorsi aveva presentato un’esposto alla Commissione, chiedendo di accertare se la manovra dei francesi possa configurare una manipolazione di mercato e un’abuso di informazioni privilegiate. L’audizione è durata un’ora durante la quale «abbiamo ricostruito la vicenda che era già abbastanza chiara — ha spiegato il manager lasciando gli uffici della Consob —. I fatti sono quelli che conoscete tutti. C’è qualcuno che deve giudicare». Giordani ha escluso contatti con il gruppo francese, diventato nel frattempo il secondo azionista di Mediaset, dopo lo strappo di luglio provocato dalla decisione di Vincent Bolloré di non onorare più il contratto per l’acquisto di Premium. Dopo aver ascoltato Giordani, i tecnici della Consob si sono confrontati con l’AgCom, a cui pure si è rivolta Mediaset. L’Authority deve valutare se Vivendi, che ha anche il 23,8% di Telecom Italia, può detenere un pacchetto qualificato di azioni Mediaset o se infrange la legge Gasparri. Se così fosse i francesi dovrebbero ridurre una delle due quote e difficilmente mollerebbero Telecom.

Oggi toccherà al ceo di Vivendi, Arnaud de Puyfontaine, spiegare alla Consob le ragioni della manovra, nonché l’eventuale esistenza di colloqui con Cologno. Un’intesa rischierebbe di far scattare l’Opa obbligatoria.

Con Vivendi che a questo punto ha raggiunto la soglia del 29,9% è difficile immaginare la prossima mossa. Fininvest, che oggi potrebbe riunire il consiglio per un’informativa, ha chiuso la porta. Un «beau geste», come il riconoscimento di un risarcimento per la rottura del contratto di aprile, forse potrebbe riaprirla.

Federico De Rosa

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