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Vivendi pronta a salire al 20% di Telecom

Vivendi sarebbe pronta ad arrotondare la sua partecipazione in Telecom Italia per salire dall’attuale 15,5 fino a ridosso del 20%. Il cda del gruppo francese già da qualche settimana ha dato mandato all’ad Arnaud de Puyfontaine di acquistare azioni della società italiana fino a questa soglia, per evitare future diluizioni legate alla probabile conversione delle azioni di risparmio in ordinarie. Sfruttando anche la debolezza di Telecom dei giorni scorsi, provocata dalla bocciatura di Standard & Poor’s del Brasile, il colosso dei media francese ha iniziato a rastrellare azioni e potrebbe essere arrivata già in prossimità del 20%.
Intanto ieri i vertici di Tim Brasil hanno incontrato gli investitori a New York, per illustrare come la società controllata da Telecom Italia intenda affrontare la recessione del paese sudamericano. «L’inflazione in Brasile è la nostra maggiore preoccupazione – ha detto l’ad del gruppo Rodrigo Abreu – per contrastarla abbiamo un piano di taglio costi da un miliardo di reais, che al momento non prevede anche un taglio dei posti di lavoro, ma in futuro non possiamo escludere questa eventualità». Anche se le prospettive, a detta di Abreu «sono di uno scenario non bello», Tim Parctecipacoes vede un miglioramento già dal prossimo anno. «Le aspettative per il 2016 sono di un significativo calo dell’inflazione – precisa Abreu – a tutto vantaggio di una ripresa dei ricavi». Secondo il management della società le azioni di Tim Partecipacoes sono sottovalutate. «Le azioni sono a sconto di almeno il 40% rispetto ai fondamentali – ha precisato Abreu – stiamo inoltre valutando tutte le opzioni possibili di M&A, anche perché riteniamo che a un certo punto il mercato carioca dovrà consolidarsi».
In Brasile ci sono infatti 4 operatori mobili, di cui uno, ovvero Oi, versa in gravi difficoltà finanziarie. «Lavoriamo per migliorare i margini e mantenere stabili i flussi di casa – ha aggiunto Guglielmo Noya, direttore finanziario del gruppo – e in proposito vediamo spazi di miglioramento nel medio termine».
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