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Vivendi prenota un posto nel cda di Telecom Italia Decide l’assemblea

MILANO.
Finora avevano sottolineato più volte di essere «investitori di lungo termine» di Telecom, ma non avevano fatto richieste in termini di governance. Ieri però, nel corso della presentazione dei risultati dei primi nove mesi del gruppo, Vivendi ha aggiunto una cosa importante, mai messa sul piatto: la potenziale presenza del colosso francese nel cda del gruppo italiano. Parlando della possibilità di avere posti in consiglio, il numero uno del colosso francese Arnaud de Puyfontaine ha detto significativamente: «Stiamo lavorando, è un argomento aperto». Tecnicamente, i francesi hanno tempo fino a domenica prossima per chiedere un’integrazione dell’ordine del giorno all’assemblea straordinaria che Telecom terrà il prossimo 15 dicembre. Attualmente Vivendi controlla poco più del 20% ma post conversione delle risparmio la quota si ridurrà a poco meno del 14% (se non verrà reintegrata, con nuovi acquisti).
Giornata di risultati di bilancio anche per un altro gruppo telefonico, Vodafone. Nel primo semestre (al 30 settembre) il gruppo ha messo a segno una crescita dei ricavi e annunciato un aumento delle stime di margine operativo lordo per l’anno in corso, oltre a un incremento dell’acconto sul dividendo. «Ci aspettiamo che i progressi continuino nel secondo semestre», ha dichiarato l’ad Vittorio Colao. Bene anche Vodafone Italia, che nel semestre ha registrato una crescita dell’ebitda del 2,3% rispetto all’anno scorso.
Giornata di conti anche per Bpm e per il Banco Popolare. La banca di Piazza Meda ha registrato un utile normalizzato in rialzo del 70% (nei primi nove mesi 2014 c’era la plusvalenza per la vendita di una quota di Anima) una tenuta del margine di interesse, un deciso incremento delle commissioni (+10,9%) un recupero di quote di mercato nel settore degli impieghi e un calo delle rettifiche nette su crediti.
Anche il Banco Popolare rivede l’utile nei nove mesi (342 milioni senza considerare la “fair value option”) contro un rosso di 99 milioni nel corrispondente periodo del 2014. Dimezzate le rettifiche di valore nette sui crediti verso la clientela, passati da 1065 milioni a 575. Entrambe le banche sono sotto i riflettori per le potenziali aggregazioni. «Parliamo con molti ma abbiamo qualcosa di particolare in ballo che stiamo gestendo», si è sbilanciato Pier Francesco Saviotti, numero uno del Banco; Giuseppe Castagna, ad di Bpm, ha parlato invece di discorsi allargati a tutti. Per strategia ma anche per «tattica».
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