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Vivendi non dà tregua ha già il 26% di Mediaset Berlusconi: soci con noi

Vivendi sale ancora nel capitale di Mediaset e le azioni del gruppo televisivo in Borsa segnano il nuovo massimo dell’anno con volumi record. Il colosso francese guidato da Vincent Bolloré ha infatti comprato nuove azioni, salendo al 25,7% del capitale, che corrisponde al 26,7% dei diritti di voto. Fonti di mercato ieri riferivano che quest’ultimo pacchetto sarebbe costato più caro ai francesi, che invece per il primo 20% di Mediaset hanno speso circa 800 milioni (vale a dire in media 3,3 euro per azione). Ieri invece, stando a fonti finanziarie, Vivendi sarebbe arrivata a pagare cospicui pacchetti di Mediaset fino a 4,5 euro, acquisti che avrebbero fatto schizzare le quotazioni in rialzo del 23% proprio a quota 4,44 euro.
Morale, tra rilevare il pacchetto di controllo di Telecom Italia, e una minoranza di blocco del gruppo di Cologno, la Vivendi di Bolloré nell’arco di 18 mesi ha già puntato 5 miliardi sulle due aziende italiane. Una cifra importante che i vertici del colosso francese circostanzieranno meglio alla Consob tra domani e venerdì. Entro Natale è stato già fissato un incontro tra gli uffici della Commissione presieduta da Giuseppe Vegas e i vertici di Vivendi, tanto più che Fininvest ha fatto un esposto sia alla Procura di Milano che alla Commissione, denunciando che il mercato è stato manipolato e chiedendo di verificare che gli acquisti dei francesi siano avvenuti nel rispetto delle regole.
«Vuole che alla mia età ci sia qualcosa che ancora mi preoccupi? », ha risposto ieri Silvio Berlusconi, a chi gli chiedeva se fosse preoccupato per la nuova incursione di Vivendi su Mediaset. «Pensiamo che molti soci vogliano difendere il principio di italianità del primo gruppo di comunicazioni italiano, per questo siamo abbastanza sereni», ha aggiunto. Sempre ieri, il consiglio di Mediaset che era riunito per approvare il piano e la strategia 2017 del gruppo, ha fatto sapere di aver presentato anche un esposto nei confronti dell’Agcom, per verificare che Vivendi non abbia violato pure le regole sulla concorrenza. Secondo Cologno, Vivendi avendo superato una partecipazione del 10% del capitale «soglia che stabilisce il collegamento tra società quotate» ed essendo il primo azionista di Telecom «configura un rischio di paralisi delle attività di sviluppo industriale di Mediaset». La nuova iniziativa legale si somma a quella civile, per il risarcimento dei danni subiti da Cologno, a seguito della mancata esecuzione del contratto vincolante per la vendita di Mediaset Premium firmato lo scorso 8 aprile. Quell’accordo che i francesi hanno unilateralmente disatteso a fine luglio, tra le altre cose vietava a Vivendi di acquistare oltre il 5% del capitale di Mediaset. Tutti motivi, uniti «all’ostile presa di partecipazione da parte di Vivendi nel capitale di Mediaset» che per Cologno sarebbero riconducibili a «un evidente disegno unitario elaborato nel tempo» dai francesi. Fatto sta, che ora che Vivendi è a un passo dal 27% dei diritti di voto, non potrà comprare più di un 3% del capitale per non superare la soglia d’Opa, ai sensi della normativa e delle azioni proprie possedute da Mediaset (circa il 4,5%). E non è chiaro nemmeno se così facendo, Vivendi impedirà a Cologno di fare nuovi acquisti sul mercato. Mediaset di certo non spingerà troppo sul buy back per evitare a Fininvest di superare il quorum che farebbe scattare l’Opa obbligatoria, ma potrebbe invece stanare i francesi obbligandoli a superare il 30% dei diritti di voto. Un argomento che i legali di tutte le parti in causa stanno già vagliando.

Sara Bennewitz

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