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Vivendi-Mediaset, querele per diffamazione

Si fa sempre più accesa la battaglia tra Mediaset e Vivendi per il mancato rispetto dell’accordo della cessione di Premium ai francesi. Il colosso francese dei media ritiene di essere stato danneggiato dalla campagna mediatica che ha accompagnato la vicenda della pay tv per cui ha chiesto a Mediaset un risarcimento danni per diffamazione.

Si è aperta così, con il deposito di una richiesta riconvenzionale di risarcimento danni da parte dei francesi, la prima udienza della causa civile, intentata da Mediaset e da Fininvest con due distinti esposti, iniziata ieri davanti al giudice del Tribunale di Milano, Vincenzo Perozziello.
I danni non sono ancora stati quantificati.

Mediaset ha quindi presentato una controquerela per diffamazione contro Vivendi e, secondo quanto si è appreso, la richiesta danni fa riferimento, tra le altre cose, alle dichiarazioni rilasciate dall’a.d. di Vivendi, Arnaud de Puyfontaine, secondo le quali Premium era stata venduta da Mediaset come se fosse «una Ferrari» mentre in realtà era «una Fiat Punto» e che la pay tv di Mediaset era un «McDonald’s» mentre nelle trattative sarebbe stata presentata dal Biscione come «un ristorante 3 stelle»; oltre a questo, lunedì il manager, in un’intervista al Financial Times ha definito «ingannevoli» alcune informazioni del gruppo di Cologno Monzese su Premium. Anche in questo secondo caso i danni non sono ancora stati quantificati.

Ora il giudice, che ha riunito i due procedimenti contro il gruppo francese avanzati da Mediaset e da Fininvest (socio di controllo del Biscione), si è riservato di decidere in merito alla procedibilità sulla questione della diffamazione, in quanto il codice prevede un tentativo di conciliazione tra le parti.

Nell’ambito del procedimento, Mediaset chiede l’effettiva esecuzione del contratto vincolante concluso tra le parti l’8 aprile 2016 e pretende un risarcimento danni complessivo non inferiore a 1,5 miliardi di euro, calcolato sulla base di un importo pari a 50 milioni per ogni mese di ritardo nell’adempimento da parte di Vivendi a partire dal 25 luglio 2016.

Anche Fininvest ha intentato una causa contro i francesi, chiedendo un risarcimento dei danni già subiti pari a una cifra non inferiore a 570 milioni di euro, «correlati fra l’altro alla diminuzione di valore delle azioni Mediaset in conseguenza dell’accaduto, al mancato apprezzamento delle stesse ove si fosse dato corso all’esecuzione del contratto, nonché all’elevatissimo danno di immagine».

Nel corso dell’udienza Fininvest ha inoltre notificato al giudice che Vivendi ha violato il contratto siglato ad aprile 2016 che prevedeva un impegno da parte di Vivendi a non salire oltre 3,5% di Mediaset.

Il titolo del Biscione ha chiuso ieri in calo dell’1,02% a 3,896 euro.

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