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Vivendi- Mediaset, per chiudere l’accordo si studia il risarcimento

E’ l’autunno dei miti consigli, quello che porterà i francesi di Vivendi a trovare un accordo con i Berlusconi di Mediaset, e ad arrivare a una soluzione del pasticcio scaturito dal mancato acquisto di Mediaset Premium. Il tempo stringe, perché una un’intesa va siglata prima dell’asta sui diritti della Serie A e prima dell’udienza del 19 dicembre, quando le due società sono convocate di fronte al Tribunale Civile di Milano. Gli avvocati delle due parti, quelli di BonelliErrede per la famiglia Berlusconi e quelli di Cleary Gottlieb per il padron del colosso francese Vincent Bolloré, hanno dato il via al disgelo a inizio settembre. Si sono incontrati già diverse volte per stabilire i confini entro cui risolvere in via stragiudiziale quella che altrimenti si presenterebbe come una delle cause di risarcimento maggiori degli ultimi tempi.
I paletti sono già stati posati, ma la novità più significativa è che questa volta sia Bolloré sia Berlusconi, sono davvero intenzionati a mettere il livore da parte per trovare una soluzione nell’interesse di entrambe le aziende coinvolte. E un compromesso – che ancora non c’è – ora sarà più facile visto che la tensione si è abbassata. Se le banche d’affari restano alla finestra, pare invece che gli avvocati stiano andando avanti di buona lena, e che alla fine Vivendi – ha schierato in campo il suo general counsel Frédéric Crépin sarebbe disponibile a pagare un risarcimento significativo a Mediaset, ancorché inferiore al petitum (che tra Cologno e la capogruppo Fininvest è lievitato a 3 miliardi) e partendo dal presupposto che Premium originariamente era stata valutata circa 760 milioni. Il risarcimento potrebbe far da contraltare a un nuovo accordo industriale a tre tra Telecom, Canal Plus e Vivendi, che essendo tra parti correlate, richiederebbe procedure e tempi complessi. Sky, che a giugno aveva oltre 4 milioni e 700 mila clienti in Italia è arrivata al pareggio. Premium – che resta ferma a 2 milioni – è ancora in perdita mentre TimVision che a inizio estate aveva 800 mila clienti, non ha ancora dato visibilità sui risultati economici. Tuttavia, secondo gli esperti, spalmare su 3 milioni di clienti i diritti dello sport, mettendo a fattor comune la fatturazione, costi centrali e marketing, permetterebbe ai tre soci di essere nella posizione di poter stare in equilibrio e avere un offerta capace di attrarre nuovi clienti. Fonti vicine alle società riferiscono che in proposito sia la lega Calcio sia Infront, stiano cercando di buttare la palla più in là, per dare tempo a Mediaset-Vivendi-Telecom di trovare una quadratura del cerchio, per gareggiare per i diritti della Serie A. La data ultima dell’asta non potrà essere procrastinata oltre metà dicembre, quindi al massimo entro novembre i litiganti dovranno trovare una soluzione per poter competere dalla stessa parte contro il comune nemico Sky.

Sara Bennewitz

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