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Vivendi-Mediaset, accordo a un passo

L’accordo Vivendi-Mediaset sembra a un passo. Dopo gli incontri di ieri, anche oggi secondo le indiscrezioni ci dovrebbe infatti essere un incontro cruciale tra i legali per definire gli ultimi aspetti contrattuali. Se tutto andrà secondo le attese e se non ci saranno ostacoli in zona Cesarini, tra domani e venerdì, invece, dovrebbero essere convocati i consigli di amministrazione di Mediaset e di Vivendi per l’approvazione dell’operazione.
Se questa sembra la probabile tempistica, che resta ancora soggetta a possibili slittamenti, l’impalcatura finanziaria dell’operazione sembra già decisa. Tutto ruoterà attorno allo scambio azionario del 3,5 per cento di Vivendi e di Mediaset, tramite il quale sarà cementata l’alleanza. La quota di Vivendi vale 870 milioni, quella di Mediaset 150 milioni. La differenza di capitalizzazione sono dunque circa 700 milioni, quindi più o meno il valore dell’89% della piattaforma a pagamento in mano a Cologno.
Infatti Mediaset Premium sarebbe stata valutata complessivamente circa 800 milioni di euro, compresa la quota dell’11 per cento di Telefonica (valore 100 milioni). Al termine dell’operazione Vivendi rileverà tutta Premium, salendo al 100 per cento e comprerà anche la quota di Telefonica liquidando il gruppo iberico. Quest’ultima, in base ad accordi contrattuali con Mediaset, può infatti cedere la sua quota in caso di ingresso di soggetti terzi.
C’è, invece, da dare qualche dettaglio in più sul piano di alleanza industriale studiato da Pier Silvio Berlusconi e dal management di Vivendi. L’intesa sarà su tre livelli: pay tv, contenuti e distribuzione. Con l’acquisizione di Premium Vivendi punta a riunire in un’unica piattaforma europea le sue tv a pagamento: cioè Canal+ e a questo punto Premium. L’operazione di consolidamento dovrebbe permettere alla nuova realtà di avere maggiore potere contrattuale nella negoziazione dei diritti, ad esempio sul calcio, con la copertura di più aree geografiche.
Ma la verà novità sarà sul lato dell’alleanza con Mediaset sulla produzione dei contenuti e sulla distribuzione. Le piattaforme che verranno costituite saranno infatti aperte ad altri soggetti europei attivi nella produzione di contenuti, in modo da creare una grande alleanza di produttori.
Il piano che avrebbe in mente Tarak Ben Ammar, l’imprenditore che sta consigliando la famiglia Berlusconi e anche Vivendi sul dossier, sarebbe quello di creare una sorta di United Artists europea, una grande casa di produzione capace di contrastare quello che ormai è considerato l’antagonista numero uno nel settore dei contenuti e della distribuzione degli stessi: cioè l’americana Netflix.
Tanto che la stessa piattaforma distributiva di Mediaset e Vivendi (che per ora accoglierebbe Watchever in Germania e Infinity in Italia e Spagna) sarebbe aperta all’ingresso di altri gruppi europei con l’apporto delle attività nel settore.
Entro il fine settimana (dopo gli incontri di oggi tra i legali delle parti impegnati sui contratti, cioè l’avvocato Luca Fossati di Chiomenti e Nicolò Bastianini di Carnelutti) si attende il via libera al progetto.

Carlo Festa

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