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Vittime, tutele crescenti in Ue

Per le categorie a rischio in arrivo l’ordine di protezione europeo. Attraverso una decisione adottata dalle autorità giudiziarie i soggetti sottoposti a misure di protezione in Italia potranno usufruire dello stesso tipo di tutele in tutti gli stati membri dell’Unione. Ogni stato membro, quindi, dovrà essere in grado di garantire le tutele previste nei confronti di categorie a rischio come minori, vittime di violenza e testimoni, così come stabilite dalla legge dello stato di provenienza dei soggetti interessati. Questa la colonna portante dello schema di decreto legislativo per l’attuazione della direttive 2011/99/Ue sull’ordine di protezione europeo al vaglio della commissione giustizia della Camera chiamata a esprimere il parere. Il testo, che ha già ottenuto il via libera del Garante privacy, prevede l’introduzione nell’ordinamento nazionale dell’Ordine di protezione europeo, attraverso una modifica ad hoc all’art. 282-quater del Codice di procedura penale (obblighi di comunicazione). La persona offesa dovrà, quindi, essere informata dalle autorità competenti della possibilità di fare richiesta di un ordine di protezione valido in tutta Europa nel caso in cui intenda trasferirsi momentaneamente o provvisoriamente in un altro stato membro. A rilasciare l’Ordine potrà essere l’autorità giudiziaria del paese a seguito della richiesta avanzata dalla persona offesa direttamente o da un suo rappresentante legale. L’ordinanza con cui l’Ordine sarà emesso dovrà contenere: identità e cittadinanza della persona protetta, data dalla quale la persona protetta risieda o soggiorni nello stato membro, data di deposito del provvedimento contenente la misura di protezione, sintesi dei fatti che hanno permesso il rilascio dell’Ordine, divieti e restrizioni imposti, identità della persona che determina il pericolo e, infine, l’eventuale immissione della persona protetta al gratuito patrocinio dello stato. Per quel che riguarda, invece, la possibilità di recepire l’ordine di protezione, la competenza spetterà alla Corte di appello nel cui distretto la persona protetta dichiara di risiedere. «L’impianto normativo messo a punto va nella direzione di porre al centro la tutela della persona non più solo a livello locale ma anche e soprattutto a livello internazionale», ha spiegato a ItaliaOggi la relatrice per la seconda commissione della Camera, Fabrizia Giuliani (Pd), «l’obiettivo chiaro è quello di fare in modo che le tutele nei confronti dei soggetti offesi siamo garantiti indipendentemente dallo stato di residenza di questi. Affinché questo sia possibile, però, è necessario che anche l’Italia recepisca la direttiva Ue. È una linea giuridica nuova», ha concluso la relatrice, «che nasce con l’obiettivo di offrire quanto più tutele possibili a categorie a rischio come minori, vittime di violenza e testimoni».

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