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Visto sui crediti Ires ceduti e compensati

L’attestazione, nelle «operazioni» di gruppo, è necessaria sia per il cedente che per il cessionario
Unico 2016 con crediti d’imposta superiori a 15mila euro da utilizzare in compensazione con obbligo del visto di conformità.
L’apposizione dell’attestazione, oltre che per l’Iva, è prevista anche per la compensazione dei crediti relativi alle imposte sui redditi e alle relative addizionali, alle ritenute alla fonte previste dall’articolo 3, del Dpr 602/73, alle imposte sostitutive delle imposte sul reddito e all’imposta regionale sulle attività produttive, per importi singolarmente superiori a 15mila euro annui (per imposta), relativamente a ciascuna dichiarazione dalla quale emerge il credito.
Il visto in dichiarazione
Il visto di conformità si concretizza nell’attestazione dell’esecuzione dei controlli indicati dall’articolo 2 del decreto 164 del 1999 (si veda l’articolo in basso). L’attestazione è fornita dal professionista con l’indicazione del suo codice fiscale e l’apposizione della sua firma, negli spazi dei modelli delle dichiarazioni fiscali. Nel frontespizio dei modelli delle dichiarazioni fiscali andranno inseriti i codici per attestare a quale dichiarazione si riferisce il visto di conformità (es: sola dichiarazione dei redditi; sola dichiarazione Iva; entrambe le dichiarazioni comprese in Unico). Sotto il profilo soggettivo, invece, va detto che la norma non prevede alcuna limitazione e interessa dunque anche i contribuenti non titolari di partita Iva.
L’utilizzo in compensazione
A differenza di quanto stabilito per i crediti Iva superiori ai 5mila euro, per i quali la compensazione può essere effettuata a partire dal giorno sedici del mese successivo a quello di presentazione della dichiarazione annuale o dell’istanza trimestrale dalle quale emerge il credito, per l’utilizzo in compensazione dei crediti di imposte dirette e Irap non è previsto alcuno specifico obbligo di preventiva presentazione della dichiarazione fiscale.
Per cui potrebbe ben essere accaduto che già prima dell’invio telematico di Unico 2016, il contribuente abbia già utilizzato in compensazione (tutto o in parte) il relativo credito.
Per quanto attiene, invece, la verifica sull’importo soglia va ricordato che per la stessa rileva unicamente l’utilizzo con compensazione “orizzontale” nell’ambito di tributi diversi e non anche quella “verticale” (tributo su tributo) e ciò ancorché quest’ultima venga effettuata mediante la presentazione di un modello F24.
Così, ad esempio, laddove un credito Irap 2015 di 25mila euro venga utilizzato esclusivamente per il versamento di acconti Irap 2016 (anche se la compensazione transita in F24) non sarà necessario apporre alcun visto in dichiarazione (circolare 10/E/2014).
Inoltre va ricordato che il limite di 15mila euro oltrepassato il quale scatta l’obbligo dell’apposizione del visto di conformità è da riferire alle singole tipologie di crediti emergenti dai vari modelli. In altre parole, se dalla dichiarazione dei redditi emergono due diversi crediti d’imposta rispettivamente di ammontare inferiore a 15mila euro, ma complessivamente di importo superiore alla riferita soglia, questi ultimi potranno essere utilizzati in compensazione senza l’obbligo di apporre il visto di conformità.
Crediti utilizzati
Regole particolari si devono seguire nelle ipotesi in cui il soggetto che utilizza in compensazione il credito d’imposta sia un contribuente diverso da quello che lo ha generato. L’ipotesi è quella riferibile al caso di riattribuzione delle ritenute, ex articolo 22 del Tuir, da parte del socio/associato alla società od ente trasparente. In tal caso l’agenzia delle Entrate (circolare 28/E/2014) ha chiarito che i soci/associati/partecipanti non sono tenuti all’apposizione del visto di conformità in sede di riattribuzione delle ritenute per importi superiori a 15mila euro; il visto, infatti, dovrà essere apposto solo sulla dichiarazione della società o associazione, laddove la stessa utilizzi tale credito per un importo superiore alla soglia prevista.
Regola diversa vale invece nel caso di cessione delle eccedenze Ires nell’ambito del gruppo disciplinata dall’articolo 43-ter del Dpr 602/73. Al fine di evitare l’elusione dell’obbligo del visto deve, infatti, essere rilasciato non solo per la dichiarazione del soggetto che usa il credito in compensazione, ma anche su quella del soggetto cedente.

Lorenzo Pegorin
Gian Paolo Ranocchi

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