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Visco: sugli Npl i mercati esagerano

«Ci sono buone ragioni per sostenere che siano esagerate le preoccupazioni dei mercati sulla qualità degli asset delle banche italiane». Il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, ha colto ieri l’occasione di una mattinata di lavoro durante la conferenza internazionale “the state of the Union” a Fiesole per fare il punto sulla questione bancaria e chiarire che, se le inquietudini dei mercati sono certamente da prendere sul serio, esse sono, in ogni caso, eccessive. Ma il governatore ha anche fatto intendere quanto sia importante evitare di continuare a interpretare le nuove norme europee sulla gestione delle crisi con modalità che sottovalutano l’obiettivo della stabilità del settore creditizio. Perché le banche, ha ricordato, non sono supermercati e non vanno trattate come tali, giacché vivono di fiducia: «Se fallisce un supermercato, lo chiudi e un altro apre. Se fallisce una banca, è molto improbabile che ne apra un’altra: è più probabile che quella accanto cominci ad avere problemi».
Per quel che riguarda l’Italia, Visco ha evidenziato che a fronte dei 200 miliardi di sofferenze il valore netto dei bad loans è pari a 87 miliardi ed è più che pienamente coperto da 85 miliardi di garanze reali e da altre garanzie personali (37 miliardi); quanto agli accantonamenti, pari al 45% per i crediti deteriorati essi salgono al 60 % per i prestiti cattivi veri e propri. Non basta. Visco ha spiegato che il Fondo Atlante può essere uno strumento efficace: «Anche se le risorse finora disponibili sono limitate, la costituzione del Fondo atlante può aiutare a sbloccare il mercato delle sofferenze, contribuendo cosi sin dal suo inizio alla soluzione del problema Npl». Poi, il Governatore ha rilevato che «è sbagliata» la percezione che si era diffusa nel mercato sul fatto che la Bce spinga per una rapida cessione delle sofferenze al mercato e ha ricordato che il presidente della Bce Mario Draghi «l’ha chiarito pubblicamente». Del resto «una politica di controllo preciso ed efficace sulle sofferenze deve valutare la situazione specifica di ogni banca». Invece «una politica che spinge le banche a dismettere rapidamente le sofferenze sul mercato comporterebbe un massiccio trasferimento di ricchezza dalle banche agli investitori privati speculativi, che basano le loro scelte su altissimi premi di rischio». Visco ha anche espresso una valutazione positiva sul decreto appena varato dal governo, pur senza fornire, ancora, stime quantitative «Un importante contributo alla soluzione del problema dei Npl dovrebbe venire anche dalle nuove misure per accelerare le procedure di recupero crediti appena annunciate dal Governo- ha detto. Le accolgo con molto favore, mentre una valutazione approfondita del suo probabile impatto quantitativo è attualmente in corso». Il numero uno di via Nazionale ha poi affrontato il tema delle nuove regole per gestire le crisi bancarie in Europa. E si è anche concesso una battuta scherzosa, come risposta a Elke Koenig, presidente del Single Resolution Board che in un’intervista aveva rilevato come la Germania abbia sì aiutato le proprie banche ma quando era consentito e aveva citato la fase di Gorbaciov «Chi arriva tardi è punito dalla storia». Una citazione fatta in modo «politicamente scorretto» secondo Visco, perché ha poco senso tirare in ballo un giudizio politico all’interno di una discussione tecnica. Resta infatti del tutto aperta la questione del “salvataggio interno”: «Uno strumento, come il bail in, concepito per ridurre l’impatto di una crisi- ha affermato Visco- non deve creare le premesse per causarne un’altra: se questo è il caso, il progetto o la sua attuazione vanno ripensati. Dobbiamo trovare il giusto equilibrio». Il governatore ha tra l’altro ricordato che il Fmi ha ribadito qualche settimana fa nel suo rapporto sulla stabilità finanziaria la «necessità di applicare le nuove regole (incluse quelle sugli aiuti di Stato) con flessibilità e attenzione nella fase di cambiamento verso il nuovo sistema». Visco ha citato anche uno studio del direttore generale dell’Assonime, Stefano Micossi, nel quale si sottolinea che un’interpretazione meccanicistica delle regole sul bail-in non è l’unica interpretazione possibile e si afferma che anche le regole della direttiva BRRD lasciano spazi di flessibilità. Secondo Visco è necessario «distinguere tra le politiche concepite per attivare meccanismi di mercato e gli aiuti di stato distorsivi della concorrenza». La natura del settore bancario e l’obiettivo della stabilità dovrebbero richiedere un approccio più strutturato da parte della Commissione europea in tema di concorrenza e aiuti di stato. L’interpretazione attuale delle norme invece prevede che ogni intervento pubblico faccia scattare la procedura. In questo modo prevale l’obiettivo della concorrenza rispetto all’obiettivo della salvaguardia della stabilità finanziaria. «In altri termini – ha detto Visco – non è preso nella giusta considerazione il fatto che la stabilità finanziaria è di vitale importanza per l’economia reale. Le conseguenze di uno squilibrio dei mercati «possono essere piuttosto gravi» e per questo a volte occorre agire velocemente: nel caso delle banche, ciò richiede la possibilità di ricorrere a una rete di protezione pubblica e, in un’Unione come la nostra, anche a una sovranazionale, in presenza di rischi sistemici e di contagio.

Rossella Bocciarelli

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