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Visco: ripresa più forte, rischi da ritardi Pnrr Banche solide ma resta l’incognita Npl

La ripresa si sta consolidando, soprattutto grazie al buon andamento della campagna di vaccinazioni e al miglioramento del quadro sanitario. All’assemblea annuale dell’Abi, il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, rilancia il messaggio di fiducia: la crescita si rafforzerebbe con decisione nel secondo semestre, ad un media annua del 5 per cento, consentendo un recupero di oltre metà della caduta del 2020. La crescita verrebbe favorita dalla vivace dinamica degli investimenti mentre il recupero dei consumi sarebbe più lento, e le esportazioni sarebbero trainate dalla domande estera. Con il mix di politiche di bilancio e della politica monetaria «la fase espansiva dovrebbe consolidarsi, restando sostenuta anche per il prossimo biennio».

Ma i rischi non mancano: «L’incertezza resta però elevata. Questo scenario presuppone che prosegua ai ritmi attuali la campagna di vaccinazioni e si consolidi il contenimento dei contagi; ritardi nell’attuazione delle misure di rilancio previste dal Pnrr potrebbero indebolire, anche per gli effetti negativi sulla fiducia di imprese e famiglie, le prospettive sulla domanda aggregata e sull’occupazione». Un elemento decisivo risiede anche nell’enorme risparmio bancario generato dalla pandemia, a causa che della contrazione dei consumi: lo scorso maggio quelli delle imprese avevano raggiunto quasi 460 miliardi, quelli delle famiglie 900. «Le banche potranno contribuire al riequilibrio della struttura finanziaria delle imprese proponendo alla clientela prodotti di risparmio gestito che consentano di indirizzare le risorse verso l’attività produttiva, anche sotto forma di capitale di rischio».

Parlando poi del sistema finanziario, Visco ha ribadito che le banche italiane hanno reagito bene alla pandemia, e le condizioni sono migliori della crisi precedente del 2011-2012. Ma ci sono segnali di deterioramento della qualità del credito: «L’aumento dei nuovi crediti deteriorati dovrebbe tuttavia risultare inferiore a quanto osservato in precedenti episodi recessivi, in virtù delle misure di sostegno adottate dal Governo, dei bassi tassi di interesse connessi con l’orientamento ancora molto espansivo della politica monetaria e delle buone prospettive economiche. Segnali di deterioramento della qualità del credito provengono dalla dinamica dei prestiti in bonis facenti capo a debitori per i quali è stato rilevato un incremento rilevante del rischio di credito». Un tema centrale sarà su questo punto anche la riforma della giustizia civile. Sul tema delle fusioni Bankitalia è impegnata «nella valutazione delle possibili soluzioni ai casi di crisi che riguardano alcuni intermediari di medie-grandi dimensioni, attualmente alle prese con processi di recupero e risanamento che le difficili condizioni economiche sperimentate negli ultimi anni hanno contribuito a rendere ancora meno agevoli». Ebbene: «Seguiamo da vicino questo processo non certo per guidarne l’esito secondo programmi prestabiliti, ma per assicurare che esso conduca a intermediari più solidi e, quindi, maggiormente in grado di sostenere l’economia e favorirne il ritorno su un sentiero di crescita elevata e duratura». Inoltre, avverte, sono in arrivo «possibili crisi di alcune piccole banche in Italia e, in assenza di interventi, la Banca d’Italia è pronta a intervenire».

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