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Visco: regole più strette per tutelare i risparmiatori

In un mondo finanziario (e non solo) in rapida evoluzione, caratterizzato da una crescente disintermediazione bancaria, serve «un rafforzamento delle norme a tutela della clientela e delle relative attività di controllo e prevenzione». Il governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco parla all’Università Bocconi su banche, crisi e comportamenti. È la lezione intitolata a «Giorgio Ambrosoli» e l’intervento del numero uno di Via Nazionale è l’occasione per ricordare che «l’azione di vigilanza non può arrivare a sostituirsi alle scelte imprenditoriali, che restano sotto la responsabilità dei banchieri».

Il cambio di paradigma deve essere generale. «Le banche devono acquisire maggiore consapevolezza dei rischi legali e reputazionali di comportamenti scorretti, anche se non formalmente illeciti — ha spiegato —; dei benefici, nel medio e lungo periodo, di un’adesione convinta alla normativa e alla correttezza sostanziale». Ma anche i clienti devono fare la loro parte, ci deve essere «la disponibilità ad aumentare il proprio livello di competenze finanziarie di base e ad accrescere la consapevolezza dei propri diritti e degli strumenti di tutela esistenti». Soprattutto se si tiene conto che «una parte crescente dell’attività di intermediazione e dell’offerta di servizi di pagamento si sta spostando — ha osservato Visco — gradualmente ma costantemente al di fuori del tradizionale ambito di operatività delle banche, verso operatori e mercati che traggono vantaggio da regimi di vigilanza generalmente meno stringenti». Deve però essere chiaro che «buone norme, adeguate tempestivamente al passo dell’innovazione tecnologica e finanziaria sono essenziali per prevenire e scoraggiare i comportamenti scorretti, ma non bastano». Per Visco «è fondamentale un’ampia azione volta a rafforzare la capacità dei consumatori e degli investitori di compiere scelte finanziarie valutando correttamente le informazioni di cui dispongono».

Il governatore ha ricordato che «le banche hanno mostrato una sostanziale capacità di tenuta» e «non fronteggiano una crisi di natura sistemica». Le difficoltà, ha sottolineato Vico, restano «circoscritte» e «la loro serietà non va minimizzata». «In più casi l’impatto delle crisi — ha sottolineato — è stato rafforzato da comportamenti fraudolenti e gravemente scorretti».

Francesca Basso

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