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Visco: le armi di Bce e Fed importanti per la ripresa

«Le politiche non convenzionali adottate dalle banche centrali, come la Fed e la Bce, sono state considerate dal G-20 un elemento importante per cercare di ottenere una ripresa un po’ più rapida». Nel riassumere i colloqui del G20 di Città del Messico, il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, ha tenuto a sottolineare il ruolo centrale esercitato dalla politica monetaria, che sui due lati dell’Oceano ha comprato in questi mesi tempo e respiro alle politiche fiscali, dando loro la possibilità di mettere in campo riforme di medio termine . Ma se le misure europee non bastano «occorre che i paesi in questione cambino il modo di comportarsi e siano monitorati condizionalmente dall’Esm, in un programma che consente alla Bce di intervenire per eliminare il rischio euro».
«I mercati– ha aggiunto il Governatore – sanno che il “bazooka” porta a zero il rischio euro».L’ideale, ha spiegato ancora, sarebbe che non fosse necessario utilizzare questo strumento. In ogni caso, l’intero meccanismo operativo salva stati è perfettamente funzionante, anche se «restano da definire alcune regole operative, come chi fa la sorveglianza».
Secondo il numero uno della banca centrale italiana, tuttavia, non è il caso di farsi illusioni:la ripresa «sarà lenta, e alcuni pensano che lo sarà per vari anni». Quanto al nostro paese c’è un intero sistema da cambiare «e quello che sta facendo il governo italiano – ha concluso Visco – è cambiare le regole del gioco».
Dal meeting di Città del Messico è emerso intanto che in questo momento è essenziale evitare gli autogol da eccesso di austerity: per questo le grandi economie preferiscono darsi più tempo per raggiungere i loro obiettivi di risanamento di bilancio piuttosto che rischiare di approfondire la recessione in molti stati. A cominciare dagli Stati Uniti, dove chiunque vincerà la competizione elettorale, dovrà cercare di evitare il precipizio fiscale (i tagli di spesa automatici e le maggiori tasse pari a 600 miliardi di dollari che, se non “disinnescati”, scatteranno dal primo gennaio prossimo). «Alla luce del debole ritmo della ripresa globale, – recita infatti il comunicato del G-20 – le economie avanzate assicureranno che il ritmo del consolidamento fiscale sia quello adeguato a sostenere la ripresa». Per il prossimo summit «le economie avanzate convengono nell’indentificare credibili e ambiziosi obiettivi specifici per paese relativamente al rapporto debito Pil oltre il 2016, insieme a una tabella di marcia e alle strategie per raggiungerli».

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