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Visco: la riforma è un segnale a Francoforte

Occorreva un segnale da mandare a Francoforte e Bruxelles, ha detto il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, illustrando ai banchieri dell’Abi le motivazione dell’intervento d’urgenza del governo sulle banche popolari. 
Un segnale di disponibilità a cambiare e innovare, rimuovendo modelli vecchi e ingessati di governance nel sistema bancario, ha spiegato Visco che ieri è intervenuto alla riunione del consiglio direttivo dell’Associazione bancaria. Del resto, sette delle dieci banche popolari che dovranno trasformarsi in società per azioni entro il prossimo anno e mezzo sono sotto la diretta vigilanza della Bce, ed un’altra – il Credito valtellinese – ha comunque partecipato alla verifica dei bilanci e degli stress test condotta da Francoforte.
Il passaggio della vigilanza alla Bce, avvenuto il 4 novembre scorso, è stato comunque al centro del confronto tra il governatore e gli amministratori delle banche. «Il governatore ha condiviso apertamente la necessità di avere regole chiare in Europa perché il primo problema nel percorso verso l’Unione bancaria è la certezza del diritto per le soglie di capitale delle banche e per i meccanismi di valutazione che devono essere identici per tutti», ha riferito il presidente dell’Abi, Antonio Patuelli, il quale ha indicato tra le priorità «la necessità di una nuova Basilea 4, con regole e metodologie identiche per tutte le banche, un testo unico bancario europeo, un testo unico finanziario europeo e un identico diritto penale dell’economia».
Sul tavolo del consiglio dell’Abi c’erano però anche i dati sul credito di tutti i Paesi europei che testimoniano per l’Italia «un moderato allentamento» delle condizioni di offerta dei prestiti a imprese e famiglie. La situazione rimane però difficile, ha osservato Visco, esortando gli istituti a dare credito all’economia conciliando l’esigenza di un’attenta valutazione del merito con lo sforzo di incoraggiare l’espansione delle imprese più innovative. E questo, in particolare, per quel che riguarda le piccole imprese.
Alla riunione del consiglio dell’Abi non si è invece parlato di politica monetaria. Alla vigilia della partenza per Francoforte, dove domani si riunirà il consiglio direttivo per decidere azioni straordinarie di quantitative easing , Visco ha osservato, come gli altri governatori delle banche centrali dell’Eurozona, il purdah period , il termine di origine persiana con cui si definisce la regola del silenzio nei giorni che precedono gli incontri Bce. La sua posizione peraltro Visco l’ha già espressa chiaramente ed è decisamente a favore dell’avvio del programma di acquisto di titoli pubblici con la «condivisione» dei rischi fra i Paesi. Altrimenti «la frammentazione finanziaria dell’eurozona potrebbe tornare ad ampliarsi».

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