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Visco: la Germania non si fida, l’Italia deve ridurre il debito

«Il punto fondamentale è la mancanza di fiducia che c’è tra i principali Paesi e in particolare in questo momento la mancanza di fiducia che c’è tra noi e i tedeschi. Esiste un convinto europeismo da entrambe le parti, ma il punto cruciale è che non ci si fida. E giustamente: la questione è il debito pubblico». Lo ha dichiarato il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, intervenendo ieri a un convegno all’Ispi a Milano sull’Europa a diverse velocità con la partecipazione dell’ex premier Enrico Letta in collegamento da SciencesPo a Parigi, l’ambasciatore Antonio Armellini, il presidente dell’Ispi Giampiero Massolo nella parte del moderatore e l’ex direttore del Corriere della Sera e del Sole 24 Ore, Ferruccio de Bortoli che ha invitato tutti ad evitare la «trappola della retorica europeista».
«Non è possibile fare una politica monetaria unica in queste condizioni – ha affermato Visco – ci vuole una capacità di bilancio comune, ci vuole qualcuno che gestisca questo a livello sovranazionale rinunciando alla sovranità nazionale in materia per gestire la politica monetaria unica». «Non ci si riesce se non si smette di suggerire che tutto è possibile – ha proseguito il governatore -. Il nostro debito è al 130% del Pil, quello tedesco al 70%: i tedeschi non vogliono mettere insieme questi debiti, ma un’Unione ha bisogno di un debito comune».
Per questo, ha proseguito Visco, è l’Italia che deve fare un passo per ridurre il debito e l’avvio di una crescita più sostenuta: «È l’unica via, quella in cui c’è un piccolo passo a livello nazionale per dare fiducia e arrivare a una trattativa sul tema. Si deve passare da un bilancio unico e per farlo noi dobbiamo essere in grado di dimostrare che vogliamo andare in questa direzione».
L’Italia non ha rispettato gli impegni presi con l’ingresso nell’euro (un rapporto debito/Pil al 60% nel 2010) e questo «non è stato fatto non perché c’è stata una politica di bilancio folle, anche se non c’è stata una politica di bilancio brillante, ma per l’incapacità del Paese di fare i compiti per capire come crescere di più e meglio», ha detto Visco. «Nessun governo è riuscito ad avere una politica che tenesse in piedi scuola, lavoro, tecnologia», ha aggiunto. Le promesse dei Governi «devono essere mantenibili».
Che fare? «La soluzione non è un’uscita ordinata dall’euro, perché sarebbe un’uscita traumatica e disastrosa e sta a noi evitarlo. Sono incerto sul risultato», ha concluso il governatore. O come ha chiosato l’ex premier Letta «una soluzione a più velocità è la strada per non tornare indietro».

Vittorio Da Rold

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