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Visco indagato. Bankitalia: massima correttezza

ROMA L’apertura del procedimento della Procura di Spoleto porta la data del 28 gennaio 2015. È stato 9 mesi fa che, per atto dovuto, a seguito di un esposto di un gruppo di vecchi soci della Popolare spoletina, il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, è stato iscritto nel registro degli indagati per concorso in corruzione, abuso d’ufficio, truffa e «infedeltà a seguito di dazione o promessa di utilità». Da allora il pubblico ministero non ha fatto nulla, non ha neanche assegnato la delega alla polizia giudiziaria. La notizia però è uscita soltanto ora sul Fatto Quotidiano .
La vicenda riguarda la crisi della Popolare di Spoleto, scoppiata due anni e mezzo fa, che ha portato al commissariamento dell’istituto su proposta di Bankitalia e in seguito anche all’arresto dell’ex presidente e di altri dirigenti della banca, accusati di corruzione in atti giudiziari per aver cercato di ottenere dal Tar del Lazio l’annullamento della procedura straordinaria. Il coinvolgimento di Visco riguarda la decisione dei commissari, autorizzati da via Nazionale, di vendere Bps al Banco di Desio e Brianza, invece che a una cordata di imprenditori locali. Tale cessione e il conseguente risanamento della banca con successivi aumenti di capitale (necessari per recuperare le perdite) hanno determinato la perdita di valore delle quote dei vecchi soci della banca umbra, che hanno presentato l’esposto alla Procura. Esposto che, appunto, nove mesi fa ha portato all’apertura di un procedimento a carico dei commissari, peraltro formalmente nominati dal ministero dell’Economia, e del governatore Visco.
La Banca d’Italia non commenta le indagini della magistratura, ma precisa la cronologia dei fatti, partendo dall’ispezione presso Bps, condotta dal 16 luglio al 6 dicembre 2012, e dalla conseguente decisione di mettere l’istituto in amministrazione straordinaria l’8 febbraio 2013. Altre date significative: il 22 luglio 2013 giorno dell’arresto dell’ex presidente di Bps, Giovannino Antonini; il 18 febbraio 2014 per la cessione al Banco di Desio e il 31 luglio 2014 per «la riconsegna di Bps alla gestione ordinaria». Importanti poi le date dell’annullamento del commissariamento da parte del Consiglio di Stato lo scorso febbraio per difetto di istruttoria da parte del ministero dell’Economia e del successivo ricorso dello stesso ministero, il 20 aprile del 2015, al Consiglio di Stato che deve ancora pronunciarsi.
«In questo caso una banca in difficoltà è stata restituita all’operatività ordinaria senza l’apporto di risorse pubbliche» si precisa a Palazzo Koch dove c’è la convinzione di «aver operato nella massima correttezza». Dell’efficacia della Vigilanza di Bankitalia è anche convinto il presidente dell’Abi, Antonio Patuelli: «Si dimentica che nessuna banca italiana è stata mai sanzionata a livello internazionale, a differenza di altri grandi istituti europei».

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