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Visco: «Il Paese invecchia Dovremo lavorare di più»

di Stefania Tamburello

ROMA — «Lavorare di più, in più e per più tempo»: non è uno slogan, spiega il governatore della Banca d'Italia, Ignazio Visco, «ma un percorso» da iniziare subito «con determinazione, anche se con la gradualità necessaria» perché è necessario per vincere la sfida della crescita dell'economia. Una sfida che è non solo «difficile» ma anche «decisiva» perché l'Italia «è un paese anziano» e per mantenere lo stesso livello di vita «deve innalzare l'intensità del capitale umano e la produttività di tutti i fattori». Visco apre a Palazzo Koch il convegno su «Donne ed economia» che alla vigilia dell'8 marzo vuole contribuire, con la presentazione di ricerche e studi, al superamento del divario di genere. Uno dei più resistenti a guardare i numeri dell'occupazione, che si affianca a quello gravissimo tra Nord e Sud e a quello preoccupante tra giovani e meno giovani. Se si è una donna giovane del Sud, si fa l'en plein: nel Mezzogiorno il tasso di occupazione, rileva il governatore, è pari al 44% della popolazione tra 15 e 65 anni, lavora meno di un giovane su quattro e solo tre donne su dieci. Nel Centro-Nord, dove il tasso di occupazione è più elevato (55%), il divario col tasso maschile è di circa 18 punti percentuali. L'Italia è in fondo alla classifica dei paesi europei per il lavoro femminile, dice il direttore del dipartimento Statistiche sociali dell'Istat, Linda Laura Sabbadini, e Visco afferma che i ritardi «possono, e devono, anche rappresentare l'opportunità per valorizzare il merito e l'impegno di chi ha un'occupazione come di chi è ai margini. Oltre due milioni di giovani oggi nel nostro paese non studiano e non lavorano di essi 1,2 milioni sono donne». Serve far funzionare meglio il mercato del lavoro e bisogna cambiare profondamente la struttura produttiva, avverte Visco, secondo il quale l'Italia sta compiendo «uno sforzo impegnativo» per la stabilità finanziaria» che va accompagnato a quello per le riforme strutturali.
«C'è molto da fare», commenta il ministro del Welfare, Elsa Fornero chiamata a chiudere il convegno assieme al vicedirettore generale di Bankitalia, Anna Maria Tarantola. Lunedì ripartirà il tavolo con le parti sociali per la riforma del mercato del lavoro e il ministro esprime il suo auspicio. «Lo dico alla vigilia della festa dell'8 marzo: mi piacerebbe molto che la riforma avesse la firma di tre donne», afferma rilevando che è importante per il paese che tre figure femminili – la stessa Fornero, la presidente di Confindustria Emma Marcegaglia, e il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso – abbiano un ruolo importante nella definizione della riforma del lavoro. Una riforma che sarà «ampia, comprensiva e includente» dice sottolineando l'impegno di tutto il governo sulla materia. «Con il presidente Mario Monti ne parlo spessissimo», spiega rilevando di aver avuto un colloquio a riguardo anche ieri. Così come, sempre ieri, è stata ricevuta al Quirinale dal Capo dello Stato, Giorgio Napolitano. Il quale «mi ha fatto sentire la sua vicinanza e di questo gli sono grata».
 

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