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Visco: “Dare subito sicurezza pubblica a tutte le banche”

Il bail-in può creare problemi seri alla stabilità finanziaria, e quindi sarebbe meglio che la Ue riconsiderasse la propria posizione in tema di sostegno pubblico alle banche. Il governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco torna a criticare, e con maggiore nettezza che in passato, la nuova regolamentazione Ue in materia di crisi bancarie, e in particolare il bail-in: «Uno strumento disegnato per ridurre l’impatto di una crisi non deve creare le premesse di renderla più probabile ». Intervenendo alla conferenza “The State of the Union” dell’European University Institute, a Firenze, Visco rimarca come non sia «stata data sufficiente attenzione al fatto che la stabilità finanziaria è di vitale importanza per l’economia reale», e incalza: «Non dobbiamo escludere la possibilità di un temporaneo sostegno pubblico in caso di crisi sistemiche, quando l’uso del bail-in non basta ad ottenere gli obiettivi di risoluzione ma invece rischia di compromettere la stabilità finanziaria». E replica a distanza al presidente del consiglio unico di Risoluzione Elke Koenig, che, citando Gorbaciov («Chi arriva tardi viene punito dalla storia »), aveva detto che l’intervento della Germania a favore delle banche tedesche era avvenuto in tempo utile, prima del cambio delle regole e che l’Italia arriverebbe tardi: una citazione fuori dal contesto, e quindi politicamente scorretta, critica il governatore. Ricordando che le banche non funzionano come i negozi: «Se fallisce un supermercato, lo chiudi e un altro apre. Se fallisce una banca, è molto improbabile che ne apra un’altra, è più probabile che quella accanto cominci ad avere problemi». Anzi, ancor più che un intervento nazionale, sarebbe opportuna, rilancia Visco, «una rete di protezione sovranazionale».
Questo non significa però che le banche italiane attraversino un momento di particolare difficoltà, anzi è vero esattamente il contrario, afferma il governatore, cercando di ridimensionare l’allarme in circolazione da tempo sull’eccessivo livello delle sofferenze: «Gli accantonamenti per sofferenze sono aumentati costantemente dalla metà del 2012 e gli indici di copertura sono in linea con la media per le principali banche europee». Inoltre le nuove norme adottate dal governo daranno un importante contributo in questa direzione, a cominciare dal Fondo Atlante, «anche se le risorse finora disponibili sono limitate». In più, «la riduzione di due anni dei tempi di recupero dei crediti potrebbe anche portare ad un dimezzamento percentuale del livello totale delle sofferenze ». Da Milano gli fa eco il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan, ricordando come la possibilità per le banche di appropriarsi dell’immobile dato in garanzia dall’imprenditore, prevista dal decreto approvato qualche giorno fa, riduce notevolmente i tempi di recupero dei crediti, che passano «dagli attuali 40 mesi a 7-8 mesi», e «può avere effetti positivi anche sullo stock dei Npl (non performing loans, ndr) attualmente esistente», perché «il tempo necessario alla gestione giudizionale delle controversie è influenzato dal flusso di nuove sofferenze».

Rosaria Amato

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