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Visco (Bankitalia): chi ha sbagliato deve pagare

ROMA «Se qualcuno fa degli illeciti deve pagare per gli illeciti che compie e non siamo noi». Il governatore Ignazio Visco difende l’operato della Banca d’Italia nella gestione delle crisi bancarie. Ascoltato dalla Commissione Finanze del Senato che sta valutando l’istituzione di una commissione d’inchiesta, Visco ha parlato di «irregolarità gravissime» nella vendita di prodotti finanziari alla clientela, soprattutto nelle quattro banche poi finite in risoluzione.

«Abbiamo notato che c’erano irregolarità straordinarie nelle dichiarazioni Mifid compilate dai dipendenti che vendono i prodotti finanziari: gente che aveva la quarta elementare e invece risultava laureata, gente che non aveva risparmi ma grandi disponibilità. Questo è gravissimo: se queste cose le notiamo il governatore ha deciso che si informa sempre la magistratura» ha detto Visco. «La vigilanza della Banca d’Italia – ha aggiunto – ha prevenuto l’insorgere di una crisi profonda e generalizzata del sistema bancario», entrato in difficoltà a seguito della crisi economica.

Il governatore ha ripercorso le tappe che hanno portato alla risoluzione di Banca Marche, Banca Etruria, CariFerrara e CariChieti, confermando che la valutazione definitiva delle sofferenze cedute è stata superiore a quella iniziale. Bankitalia aveva valutato gli 8,5 miliardi sofferenze dei quattro istituti 1,5 miliardi, applicando un abbattimento medio del 17,6% sulla base delle indicazioni della Commissione Ue. Venerdì scorso i valutatori indipendenti hanno rettificato al rialzo questo valore al 22,3% medio. Anche se nel frattempo sono stati rilevati ulteriori rischi che hanno generato l’esigenza di nuove svalutazioni, e di fatto assorbito i potenziali risparmi.

Visco ha ricordato che l’alto livello dei crediti deteriorati «continua a rappresentare il principale fattore di vulnerabilità delle banche italiane», ma che la situazione potrebbe essere ad un punto di svolta con le misure varate dal governo e la creazione del fondo Atlante. Il governatore ha chiesto alle banche di dedicare più risorse alla gestione dei crediti incagliati, ma ha sollecitato anche una riflessione sul modello di banca. «Quello basato sulla diffusa presenza territoriale – ha detto – non appare più sostenibile».

Mario Sensini

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