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Visco: Atlante, iniziativa efficace

«La Banca d’Italia accoglie questa iniziativa con favore, la vede come una risposta efficace alla difficoltà che il sistema finanziario incontra». Il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, è appena atterrato a Washington per gli incontri del Fondo monetario e accetta di buon grado di commentare le caratteristiche della rete di protezione privata volta ad aiutare il sistema bancario italiano a risolvere più rapidamente i suoi problemi.

Governatore, come va letta l’iniziativa?
Il fondo Atlante ha natura privata. I suoi sottoscrittori vi partecipano in modo volontario, avendone tutti compreso le finalità di assicurazione contro rischi di natura sistemica e di facilitazione di una consistente riduzione delle sofferenze. Il primo obiettivo, per l’appunto, è garantire che condizioni di mercato sfavorevoli non impediscano l’attuazione di interventi di ricapitalizzazione, necessari e ben definiti. La prima occasione sono gli aumenti di capitale di due banche venete. Lo scopo non è realizzare un intervento diretto ma offrire una rete di sicurezza, che avrà tanto più successo quanto meno sarà utilizzata.
Ma allora il backstop servirà solo a superare meglio i momenti di mercato avverso?
No. C’è un problema specifico delle banche italiane in questo momento: le sofferenze. Per questo l’iniziativa potrà comportare effetti positivi per tutte le banche italiane. Il mercato, anche dopo gli interventi messi in campo dal governo sul piano regolamentare e dopo l’introduzione dello schema di garanzia pubblica per le cartolarizzazioni ancora valuta che il problema principale delle aziende di credito italiano sia lo stock delle sofferenze. Queste sono all’incirca a 200 miliardi ma in realtà 80 al netto delle svalutazioni dei crediti. Questi sono ampiamente coperti da garanzie reali e personali. Tuttavia, queste che pure sono atout del settore creditizio italiano, richiedono tempo per essere escusse.Il mercato assegna quindi prezzi bassi alle sofferenze e non ne riconosce il valore di carico, pure valutato con prudenza. C’è ancora in giro il timore che le aziende di credito debbano realizzarle rapidamente. Questa è una percezione infondata. Per questo già al Forex di Torino avevo sollecitato le banche a migliorare la propria capacità d’intervento in questo campo, adottando, ove possibile, un approccio di tipo industriale. Ma c’è un terzo aspetto che noi apprezziamo molto ed è l’azione annunciata dal governo sul terreno delle procedure esecutive per abbreviare i tempi di recupero dei crediti, in Italia ancora molto più lunghi che nel resto d’Europa, nonostante gli utili provvedimenti dell’estate scorsa.
Più in particolare?
L’aumento dei prezzi di mercato conseguente a un sensibile accorciamento dei tempi di recupero renderà le operazioni di cessione dei crediti deteriorati molto più convenienti.
Qual è il ruolo pubblico in questa iniziativa?
Semplicemente quello di facilitare il confronto fra banche ed esplicitare che vengono rispettate tutte le norme di vigilanza. Infatti, l’iniziativa dovrà essere autorizzata dalle diverse autorità coinvolte. Dopo il vaglio della Banca d’Italia, interverrà la Bce.

Rossella Bocciarelli

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