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Visco: alle banche italiane 200 miliardi di liquidità Bce

Care banche, non fate mancare il credito all’economia e alle imprese sane perché il sistema europeo delle banche centrali metterà in cascina tutto il fieno che serve. È il messaggio che ieri il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, ha recapitato al sistema creditizio italiano nel suo intervento all’assemblea annuale dell’Abi.
Il numero uno di via Nazionale ha esordito sottolineando che tanto nell’Eurozona quanto in Italia la crescita è ancora molto debole e l’inflazione ancora troppo distante dai valori compatibili con la stabilità di medio termine, ovvero il 2%: l’inflazione è allo 0,5% in Eurolandia e allo 0,2% in Italia. La congiuntura dell’economia reale è ancora debole, spiega il governatore, e anche se le condizioni di offerta del credito sono oggi meno rigide «le erogazioni risentono dei timori degli intermediari circa la solidità e le prospettive dei debitori» mentre la domanda di credito resta bassa. La politica monetaria europea e anche quella di stretta pertinenza nazionale, però, concederanno ampia liquidità agli intermediari, a condizione che essa venga finanziata per finanziare le attività produttive.
Infatti, ha spiegato Visco, attraverso le nuove operazioni mirate di finanziamento a lungo termine che partiranno a settembre e si protrarranno fino a metà del 2016, l’ammontare di prestiti potenzialmente disponibile per le banche italiane «è cospicuo»: esso può infatti superare i 200 miliardi lungo l’intero orizzonte temporale del programma.
«Gli effetti sull’economia italiana dell’insieme di misure adottate in giugno potranno essere rilevanti» scandisce Visco. Le variazioni dei tassi d’interesse e del cambio che sono seguite all’annuncio comportano un effetto stimabile in mezzo punto di Pil di qui alla fine del 2016. Inoltre, se le banche sapranno sfruttare appieno i margini concessi dall’Ltro, si avrà un altro incremento fino a mezzo punto percentuale di prodotto, sempre nel biennio. In totale, quindi, nel giro di due anni l’impulso alla crescita impresso dalla politica monetaria sarà di circa un punto di Pil. E non basta. «La Banca d’Italia – ha ricordato il governatore – sta per ampliare la gamma dei prestiti utilizzabili a garanzia del rifinanziamento presso l’Eurosistema, con modalità tali da incentivare il credito alle piccole e medie imprese: le attività potenzialmente interessate da questa iniziativa sono stimabili in circa 120 miliardi al netto degli scarti di garanzia» ha spiegato Visco.
Anche le nuove garanzie sono volte a stimolare la concessione di prestiti e andranno ad aggiungersi all’ammontare di garanzie già depositate presso la Banca centrale italiana (che sono pari a oltre 530 miliardi, a fronte di un ricorso al rifinanziamento attualmente pari a 170 miliardi). Per far ripartire davvero i prestiti, tuttavia, secondo Visco «è indispensabile la riduzione dei crediti deteriorati» che attualmente gravano sui bilanci delle banche (la consistenza delle partite deteriorate è arrivata al 10% dei prestiti complessivi). Le cessioni di questi crediti già effettuate e quelle annunciate serviranno a ridurre i non performing loans. Lo sviluppo del mercato dei crediti anomali, ha spiegato Visco, sarà facilitato anche dal completamento del comprehensive assessment i cui risultati saranno resi noti nel prossimo mese di ottobre. Visco ha tra l’altro ricordato a questo proposito che le misure per far fronte a eventuali esigenze patrimoniali «vanno commisurate all’effettiva situazione della banca esaminata», evitando eccessi controproducenti; le eventuali necessità di capitale, ha spiegato, dovranno essere coperte in primo luogo con risorse private; ma si richiedono anche strumenti di intervento di carattere pubblico(backstop), come hanno stabilito il Consiglio europeo e l’Ecofin. Ma il governatore ha anche richiamato le banche sui temi della governance e della correttezza dei comportamenti: «La crisi ha fatto emergere comportamenti inadeguati, imprudenti, talora scorretti da parte degli amministratori», ha detto, aggiungendo che condotte scorrette da parte delle banche «possono provocare forti perdite economiche e danni alla reputazione degli intermediari». In pratica, ha ricordato che il sistema finanziario deve riguadagnare la fiducia del pubblico. «Condivido quel che ha detto il presidente Patuelli a proposito della necessità dell’intransigenza sui comportamenti scorretti», ha aggiunto poi a braccio, sottolineando che questa qualità etica è essenziale «se vogliamo evitare quei preconcetti verso gli italiani che sono diffusi all’estero».

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