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Il virus complica il quadro RU

Redditi 2021: l’effetto del virus sul quadro RU. Per compilare il prospetto dedicato ai crediti d’imposta sarà infatti necessario leggere attentamente le 64 pagine di istruzioni allo stesso appositamente dedicate, ed individuare, fra le oltre 100 diverse tipologie di codici indentificativi, quelli da utilizzare nel caso specifico. Un record assoluto che non ha eguali rispetto alle passate edizioni delle dichiarazioni dei redditi.

È l’effetto dei numerosi bonus entrati in vigore nel corso dell’anno 2020 per venire incontro agli operatori economici alle prese con l’emergenza da Covid-19.

Tale quadro, presente in tutti i modelli dichiarativi 2021, deve essere compilato, come recitano le istruzioni, da tutti i soggetti che fruiscono dei crediti d’imposta derivanti da agevolazioni concesse alle imprese.

Molti dei dati richiesti in tale quadro sono già in possesso dell’amministrazione finanziaria e possono pertanto apparire come inutili duplicazioni.

Si pensi a tutte quelle situazioni per le quali l’accesso ai crediti d’imposta o ai vari bonus, è condizionato ad una comunicazione o ad una specifica richiesta da inoltrare alla stessa amministrazione finanziaria. Anche in queste situazioni all’interno del quadro RU devono comunque essere indicati i dati relativi allo specifico credito d’imposta richiesto e utilizzato nell’anno 2020, evidenziando la parte dello stesso riportabile o utilizzabile nelle annualità successive.

Come detto la dilatazione a dismisura di questo quadro è dovuta essenzialmente ai numerosi crediti d’imposta introdotti dal legislatore nel corso dell’anno 2020 che vanno ad aggiungersi agli altri previsti, sempre con decorrenza dal ° gennaio 2020, dalla legge n. 160 del 2019 (legge di bilancio 2020).

Fanno infatti il loro debutto all’interno delle dichiarazioni 2021 crediti d’imposta e bonus fra i quali: il credito d’imposta per adeguamento degli ambienti di lavoro (codice I6); le spese di sanificazione e acquisto dispositivi di protezione (codice H9); il bonus affitti per negozi e botteghe (codice I1); il credito d’imposta per le commissioni relative ai pagamenti elettronici (codice H3).

Le istruzioni alla compilazione del quadro RU ricordano che per ciascuna agevolazione deve essere compilato un apposito modulo indicando il codice identificativo del bonus, l’ammontare del credito ricevuto e dell’eventuale credito residuo proveniente dalla dichiarazione dell’anno precedente nonché, infine, il credito spettante nel periodo di riferimento della dichiarazione che, per i soggetti c.d. solari, coinciderà con l’anno 2020.

Il quadro si compone di ben sei sezioni, tre sottosezioni e cinque parti.

Un vero e proprio labirinto fatto di codici, sigle, periodi di riferimento, riporti da annualità precedenti e simili.

Non sarà semplice riuscire a compilare tale quadro senza incorrere in errori o dimenticanze.

E se questo è lo scenario che si presenta per l’anno 2020 il prossimo anno potrebbe essere ancora peggio. I nuovi bonus e crediti d’imposta concessi dal recente decreto sostegni (DL 41/2021) e quelli che verranno istituiti con i prossimi decreti emergenziali finiranno per gonfiare ulteriormente l’entità di tale quadro delle dichiarazioni dei redditi delle partite iva.

La lievitazione di tale quadro dei modelli Redditi pare dunque destinata a non fermarsi ma addirittura a crescere. Fino a quale punto ciò potrà essere ancora ammissibile? Esiste sicuramente un punto di non ritorno oltre il quale occorre fermarsi e riflettere.

Si parla di semplificazioni fiscali da sempre ma ogni anno le dichiarazioni dei redditi, vera cartina tornasole dello stato di complessità del nostro sistema tributario, continuano ad aumentare nel numero dei quadri e dei prospetti da compilare. Le istruzioni alla compilazione vanno di pari passo incrementando nel loro numero in maniera ormai costante. Il record di quest’anno sono le 64 pagine di istruzioni per un solo quadro del modello Redditi.

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