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Violazioni 231, destinatari gli organismi di vigilanza

Deve essere l’organismo di vigilanza istituito ai sensi dell’art. 6, comma 2-bis, del decreto 231/2001 il destinatario delle segnalazioni di violazione del Modello 231 (Mog), trattandosi dell’organo già deputato a ricevere i flussi informativi sull’efficace attuazione del Mog. Tale tesi è confermata anche dalla dottrina di settore. Non va tuttavia esclusa l’adozione di soluzioni alternative (ente o soggetto esterno, responsabile della funzione compliance o responsabile Internal Audit, comitato rappresentato da soggetti appartenenti a diverse funzioni).È quanto emerge dal documento «Il whistleblowing» diffuso il 5 agosto scorso dall’associazione dei componenti degli organismi di vigilanza ex dlgs 231/2001. Nei casi in cui l’organismo di vigilanza non è riconosciuto quale destinatario delle segnalazioni whistleblowing, deve ammettersi la possibilità di delegare l’organismo stesso a sovrintendere la gestione delle segnalazioni ai sensi del dlgs 231/2001, a condizione che il conferimento della delega stessa risulti specificamente formalizzato all’interno di un verbale dell’organismo stesso. Tra i compiti dell’organismo di vigilanza va certamente annoverato, secondo il documento dell’Aodv231, il monitoraggio dell’adeguatezza e dell’efficacia dei canali implementati ai fini della ricezione delle segnalazioni, nonché dell’effettiva adozione del canale informatico (posta ordinaria, fax, indirizzo di posta elettronica o casella vocale dedicato, applicativo gestionale dedicato gestito internamente o da un provider esterno) della lettera b) del nuovo comma 2-bis dell’art. 6 del decreto 231.

In tema di adeguatezza, devono essere presi in considerazione fattori di contesto interni ed esterni all’azienda, con pesi differenti: le dimensioni aziendali, anche in termini di fatturato, la dislocazione dell’azienda sul territorio in termini di numero di sedi operative ovvero di presenza in più paesi di riferimento, le linee di business in cui opera l’azienda, la tipologia di stakeholder di riferimento, tra cui fornitori, clienti, partner, autorità di controllo e vigilanza. L’Autorità nazionale anticorruzione (Anac) nei giorni scorsi ha posto in pubblica consultazione nuove ed aggiornate linee guida in materia di tutela degli autori di segnalazioni di reati o irregolarità nel settore pubblico ex art. 54-bis del dlgs 165/2001.

Fabrizio Vedana

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