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Viola lascia la guida del Monte dei Paschi

Fabrizio Viola lascia la guida di Banca Monte dei Paschi di Siena. Il manager 58enne ha comunicato ieri al Cda la sua decisione, arrivata dopo un susseguirsi di rumors (smentiti) relativi a un suo possibile passo indietro. All’origine della decisione di Viola ci potrebbe essere il pressing del Tesoro e delle banche d’affari che hanno dato la disponibilità a garantire l’aumento di capitale da 5 miliardi. Complice la dimensione “monstre” dell’operazione, le merchant bank hanno riscontrato difficoltà nel collocare l’intero ammontare sul mercato. Da qua la richiesta – in particolare proveniente dalla banca capofila JpMorgan – di varare un avvicendamento al vertice per dare un segnale di discontinuità rispetto al passato.
Sia la banca che Viola hanno dunque «convenuto sull’opportunità di un avvicendamento al vertice», come si legge in una nota del gruppo. Le parti sono già al lavoro per definire un’ipotesi di accordo per la risoluzione del rapporto. Viola – che dal 2012 ha guidato la banca nel suo percorso di risanamento – manterrà comunque le proprie funzioni «fino alla nomina del suo successore», «assicurando il proprio supporto per il tempo necessario». Il Cda all’unanimità ha ringraziato il banchiere per «l’alta qualità del lavoro svolto», esprimendo «forte apprezzamento per la grande competenza, la totale dedizione e trasparenza con cui ha guidato efficientemente la Banca per più di quattro anni».
D’altra parte la banca senese, che è alle prese con l’elaborazione del piano industriale e la cartolarizzazione di 10 miliardi di sofferenze, non può permettersi di lasciare vacante la posizione di vertice. Per questo, a quanto risulta al Sole 24Ore, dentro all’istituto si sta lavorando per convocare già entro domenica un Cda straordinario per la nomina del nuovo amministratore delegato. Posizione per la quale Marco Morelli, già vice direttore generale a Siena, un passato alla guida della Banca dei Territori di Intesa Sanpaolo e oggi ai vertici di BofA Merril Lynch, risulta in pole position. «Tutto sotto controllo. Come annunciato dal comunicato del Cda il nuovo amministratore sarà nominato in tempi molto rapidi», hanno riferito ieri fonti del Mef a proposito della situazione di Mps.
Per quanto contemplate dal mercato, le dimissioni di Viola hanno sorpreso gli osservatori nelle tempistiche. Lo stesso manager, insieme al presidente Massimo Tononi, solo lunedì era a Francoforte per incontrare nuovamente la Vigilanza europea per fare il punto sullo stato di avanzamento del piano. Ecco perchè è ragionevole credere che un pressing istituzionale, magari del Tesoro, oggi primo azionista della banca con il 4%, abbia favorito un’accelerazione dell’uscita.
Resta da capire se, con un uomo nuovo al comando, qualcosa cambierà anche nella road map dell’istituto. Improbabile che il piano di massima concordato con la Bce, che prevede la cessione dei 27 miliardi di Npl lordi e la successiva ricapitalizzazione, possa cambiare. Non è da escludere che il nuovo manager tuttavia chieda qualche settimana in più per rivedere il piano industriale, la cui presentazione era calendarizzata per fine mese.
Di sicuro il futuro capo azienda dovrà lavorare sull’operazione di aumento. In questo ambito, ieri il Cda della banca ha concordato di voler chiedere all’assemblea degli azionisti di fine ottobre una delega “aperta” per il maxi-piano patrimoniale da 5 miliardi, senza dettagliare anticipatamente l’importo dell’aumento da offrire in opzione agli azionisti, la quota eventualmente riservata all’anchor investor che gli advisor stanno cercando, e la quota di equity che sarà riservata alla conversione volontaria dei 3 miliardi di bond subordinati in mano agli investitori istituzionali. L’esigenza di avere una delega “aperta” da parte dei soci deriva infatti dalla complessità del piano e dall’imprevedibilità dell’esito della conversione dei bond che avverrà, secondo fonti finanziarie, attraverso il lancio di un’offerta pubblica di scambio con emissione di azioni contestuale a quella dell’aumento in opzione.

Luca Davi
Alessandro Graziani

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