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Chi vince e chi perde dopo gli ultimi sostegni

Con la nuova tornata di sostegni varati dal Governo, gli aiuti versati alle imprese arriveranno a coprire dal 5 al 20% del fatturato perso nel 2020. Il dato – per quanto indicativo – emerge da una serie simulazioni su alcuni casi reali.

Un bar in zona rossa che nel 2019 aveva fatturato poco meno di 282mila euro e che l’anno scorso si è fermato a 180mila, finora ha ricevuto contributi a fondo perduto per 16.178 euro (contando gli aiuti del Dl Rilancio 2020, i ristori autunnali e il contributo del primo Dl Sostegni). Con il decreto Sostegni-bis approvato giovedì scorso dal Consiglio dei ministri, si vedrà accreditare automaticamente dalle Entrate altri 4.231 euro. Senza bisogno di fare domanda e replicando la stessa scelta già fatta in precedenza: i pochissimi, cioè, che avevano chiesto di usare l’aiuto sotto forma di credito d’imposta, riceveranno con questa formula anche la il “bis”. Il totale dei due sostegni arriverà così a 20.409 euro, che valgono il 20,1% del fatturato perso nel 2020 rispetto al 2019.

Altre imprese, invece, si fermano a percentuali più basse. Come la società di servizi fieristici inserita nelle simulazioni in pagina: anche considerando gli aiuti automatici del decreto Sostegni-bis, si troverà nei prossimi giorni ad aver ricevuto 65.145 euro, pari al 5,2% del fatturato perso l’anno scorso a causa della pandemia. La differenza con il bar dipende dalle maggiori dimensioni dell’impresa di servizi, che aveva ricavi oltre i 2 milioni nel 2019 e quindi riceve percentuali di reintegro più basse. Ma anche dalla mancata inclusione tra i beneficiari dei ristori autunnali (legati al codice Ateco e all’inserimento in zona rossa).

Un’altra variabile che influenza l’entità degli aiuti è la distribuzione della perdita nel corso del tempo. Il decreto Rilancio di un anno fa e i decreti Ristori di fine 2020 sono rimasti ancorati al parametro del fatturato di aprile 2020 confrontato con aprile 2019. Il decreto Sostegni ha allargato l’analisi alla media mensile dell’intero 2020, permettendo così di accedere agli aiuti secondo un parametro più oggettivo.

Che cosa cambia

Ora il decreto Sostegni-bis – atteso questa sera in Gazzetta Ufficiale – replica il parametro della perdita media mensile, ma ne aggiunge uno nuovo, che potrebbe far arrivare un aiuto extra ad alcune imprese e professionisti. Infatti, nei prossimi giorni si potrà chiedere un altro contributo prendendo come riferimento – anziché l’anno solare – l’anno della pandemia. In pratica, si dovrà fare un confronto tra il fatturato medio mensile del periodo 1° aprile 2020-31 marzo 2021 e quello del periodo 1° aprile 2019-31 marzo 2020. Se il calo sarà di almeno il 30%, sarà possibile fare una nuova domanda alle Entrate, con tempi e modi che dovranno essere definiti da un provvedimento del direttore dell’Agenzia. A questo punto si verificherà una doppia situazione:

1 chi avrà già ricevuto l’aiuto automatico del decreto Sostegni-bis, si vedrà accreditare la differenza;

2 chi è stato escluso dall’aiuto precedente – perché non ha il fatturato annuo 2020 in calo del 30% – riceverà la somma per intero e con percentuali maggiorate.

Attenzione, però: ben difficilmente questa maggiorazione arriverà a compensare la somma tra il contributo del decreto Sostegni-1 e l’aiuto automatico del decreto Sostegni-bis. Aiutiamoci con un esempio. Un imprenditore edile che ha visto scendere il fatturato medio mensile da 12.641 euro nel 2019 a 8.824 euro nel 2020, ha già ricevuto 1.909 euro con il primo decreto Sostegni e ne riceverà altrettanti con il “bis”. Il suo calo di fatturato, però, è del 30,2%, appena sopra la soglia del 30%: basterebbero pochi euro in più di fatturato 2020 per non aver diritto a nessuno dei due aiuti. I professionisti che hanno un cliente in questa sfortunata situazione, però, dovranno fare bene i conti al 31 marzo 2021, perché si potrebbe scoprire che il calcolo sull’anno “pandemico” restituisce invece un calo di fatturato sufficiente ad avere almeno un contributo, con percentuale maggiorata di ristoro (nel nostro esempio, il 70% anziché il 50%). A parità di calo di fatturato, questo vorrebbe dire ricevere in un’unica tranche 2.671 euro anziché 3.818 (cioè 1.909 del Dl Sostegni-1 e altri 1.909 del “bis”).

Dal “pandemico” al “conguaglio”

Altro aspetto da non sottovalutare: chi vorrà chiedere il contributo calcolato sull’anno “pandemico” dovrà aver presentato alle Entrate – se vi è tenuto – anche la comunicazione della liquidazione periodica Iva.

Ancora tutto da scrivere, invece, è il contributo a fondo perduto che arriverà “a conguaglio” e sarà calcolato in percentuale sul calo degli utili. I dettagli saranno definiti da un decreto dell’Economia soggetto all’ok della Commissione Ue. Ma si sa già che – per fare domanda – bisognerà aver presentato la dichiarazione dei redditi 2021 entro il prossimo 10 settembre. Non proprio passeggiata, rispetto alla scadenza ordinaria del 30 novembre.

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