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Vicino a New York e Washington i nuovi quartier generali di Amazon

Ora è ufficiale. Amazon dividerà in due il piano per realizzare il secondo headquarter: con una sede a New York, a Long Island City, davanti a Roosevelt Island, a poca distanza dal Palazzo di Vetro, e una seconda a Crystal City, in North Virginia, subito dopo il fiume Potomac, a meno di 6 chilometri dal centro di Washington D.C. Le due sedi assumeranno ciascuna 25mila persone, per un totale di 50mila nuovi posti di lavoro. Di questi oltre 5mila saranno posizioni nel management e nell’information technology. Si divideranno in due anche gli investimenti di 5 miliardi. La decisione è stata ufficializzata ieri. Anticipazioni erano già emerse nei giorni scorsi sul Washington Post, il quotidiano controllato da Jeff Bezos. Si chiude così una partita che andava avanti da oltre un anno, per la quale sono state presentate 238 offerte da altrettante città del Nord America, anche dal Canada. Hanno pesato nella scelta la vicinanza alle due città più importanti dell’East Coast per motivi diversi. New York è un centro importantissimo per Amazon dove sono concentrati i maggiori abbonati del servizio Prime, per la consegna in poche ore. Washington è la capitale federale, la vicinanza è strategica per le attività di lobbying, in un momento in cui il patron di Amazon è inviso all’attuale amministrazione.
Amazon riceverà incentivi e sconti fiscali per 2 miliardi dai due stati prescelti: 1,5 miliardi da New York, e poco più di 500 milioni dalla Virginia. Uno sconto che alla lunga converrà alle amministrazioni interessate. Lo stato di New York stima che a regime la sede di Long Island City genererà extra introiti fiscali per 14 miliardi nei prossimi vent’anni. Per questo motivo da diversi giorni il governatore Andrew Cuomo continua a ripetere: «Da domani chiamatemi Amazon-Cuomo». La vittoria di New York parte però da lontano. C’è stato un gioco di squadra tra le istituzioni locali per arrivare a questo successo che ridisegna il futuro della metropoli americana.
Nel 2008 la crisi subprime aveva rivelato la vulnerabilità di un modello di sviluppo basato solo sull’industria dei servizi finanziari. L’ex sindaco Michael Bloomberg decise di investire sull’hi-tech e stanziò 2 miliardi per creare un polo tecnologico con un’università a Roosevelt Island e di recuperare Long Island City, ex area industriale divenuta uno dei posti più malfamati della città. La decisione di Amazon di realizzare qui la sua sede è solo l’ultimo tassello di un puzzle. A Roosevelt Island a gennaio è stata inaugurata l’Università Cornell Tech. L’indiana Tata ha qui il suo centro di ricerca. Long Island City è scelta dalle grandi aziende per ospitare i settori It: Silvercup Studios, Altice, Estée Lauder, Citigroup hanno qui i loro uffici. New York insomma si prepara ad essere il centro dell’economia legata all’industria hi-tech sulla costa Est. Oltre ad Amazon anche Google, con meno clamore, ha annunciato l’intenzione di espandere i suoi uffici newyorchesi con una quarta sede per 12 mila nuovi posti di lavoro al St. John’s Terminal. Lo staff di Google in città salirà a 20mila persone. Sommati ai 25mila di Amazon, fanno 45mila posti di lavoro nell’hi-tech a New York.

Riccardo Barlaam

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