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Vicenza supera l’esame con il bond

Nonostante la Bce abbia inserito la Banca Popolare di Vicenza tra quelle in “difetto di capitale”, l’istituto vicentino può dirsi in regola rispetto ai criteri di Banca d’Italia e considerare positivo l’esito dell’esercizio di comprehensive assessment messo in atto dalla Banca centrale europea in collaborazione con l’Eba.
Le azioni di patrimonializzazione intraprese nel corso del 2014, che si concluderanno nel 2015, non rendono necessaria nessuna ulteriore esigenza di capitale. La Bce, che ha valutato solo gli aumenti di capitale già conclusi, si affiderà dunque al giudizio di Banca d’Italia.
La Popolare di Vicenza raccoglie i frutti di due anni di iniziative di patrimonializzazione, una corsa contro il tempo che ha portato alla sottoscrizione di aumenti di capitale per complessivi 1,2 miliardi di euro. Capitali che, rispetto allo scenario di inizio anno, quando l’istituto sembrava in grado di acquisire altre popolari italiane (da Veneto Banca all’Etruria), si sono rivelati invece sufficienti solamente per la “salvezza”.
Nel giugno del 2013 è stato varato un aumento di capitale per 253 milioni di euro; nel luglio dello stesso anno la popolare ha deliberato l’emissione di un prestito obbligazionario convertibile (soft mandatory) per altri 253 milioni (emissione che si concluderà nel maggio del 2015, decisione presa solo sabato scorso). Nel 2014 è stato approvato un altro aumento di capitale per 608 milioni di euro ed è stato aperto il libro soci per 300 milioni (di cui circa 50 milioni già realizzati).
Le azioni di rafforzamento hanno portato il patrimonio netto da 3.321 milioni di fine 2012 a 4.312 milioni dello scorso agosto e il numero dei soci da 73mila agli attuali 110mila. Questi numeri, che posizionerebbero il Cet1 ratio di Banca popolare di Vicenza a giugno 2014 al 10,67% (includendo l’aumento di capitale di 608 milioni concluso nel mese di agosto), hanno permesso di superare i test della Bce: i risultati relativi all’attività di Asset quality review hanno evidenziato un’eccedenza pari a 340 milioni di euro, mentre dall’esercizio di stress test emerge una carenza tecnica patrimoniale pari a 223 milioni di euro, che però è compensata dalla già deliberata conversione del prestito obbligazionario per 253 milioni, la quale porta ad una eccedenza di Cet1 di 30 milioni.
«Questo risultato ci rende particolarmente orgogliosi, confermando la solidità della Banca che è andata sempre più rafforzandosi negli ultimi anni – ha dichiarato il presiedente di Popolare di Vicenza Gianni Zonin –. D’ora in avanti si aprono nuove sfide, in un mercato sempre più allargato, nel quale la Banca Popolare di Vicenza vuole continuare a ricoprire un ruolo da protagonista, per poter dare sempre maggiori soddisfazioni ai propri Soci, ai propri clienti e ai propri dipendenti».
«Negli ultimi quattro anni – ha aggiunto il direttore generale Samuele Sorato – abbiamo erogato nuovi impieghi per 11,5 miliardi di euro, con una crescita media annua degli impieghi dal 2001 a giugno 2014 pari al 5,8% rispetto all’1,3% del sistema bancario italiano, un contributo prezioso per il sostegno dell’economia reale che ha salvato migliaia di piccole e medie aziende e con loro un numero ancora di lavoratori». «Eravamo consapevoli – conclude Sorato – che far impieghi in un momento di crisi economica avrebbe comportato un forte assorbimento di capitale, così come il rischio di dover registrare nuove sofferenze di bilancio e un maggiore impegno negli stress test, ma abbiamo voluto fortemente mantenere il nostro ruolo di banca al servizio dell’economia reale».
L’indirizzo delineato dal Consiglio di amministrazione ha consentito alla banca di incrementare le quote di mercato, di acquisire nuovi clienti e nuovi soci. La maggiore focalizzazione su un segmento di clientela, come le piccole e medie imprese, più esposto al negativo andamento congiunturale, ha comportato per la Banca Popolare di Vicenza una maggiore pressione nell’effettuazione dell’esercizio di Comprehensive Assessment.

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