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«Vicenza subito in Borsa per tutelare i soci»

Subito dopo l’estate la trasformazione in Spa, entro il primo trimestre 2016 la quotazione in Borsa. Intanto, nelle prossime settimane, una «ricognizione degli assetti patrimoniali» che dovrebbe spiegare i suoi effetti – a partire dall’eventuale «fabbisogno patrimoniale aggiuntivo» – sulla semestrale che sarà esaminata a inizio agosto. A cinque settimane dall’insediamento del nuovo ceo, Francesco Iorio, ieri il cda della Popolare di Vicenza – che ha cooptato Alessandro Pansa – ha approvato all’unanimità una road map che segna un’accelerazione netta, e in parte imprevista, del piano di risanamento e rilancio quasi certamente concordato con la Bce, anche alla luce della recente ispezione. «Il consiglio si è reso perfettamente conto dell’importanza di procedere celermente verso una direzione chiara, netta e trasparente di una serie di problemi da tempo sul tavolo», spiega il manager a Il Sole 24 Ore, nella sua prima intervista dopo l’arrivo in banca nella doppia veste di ad e direttore generale.
La trasformazione in Spa è chiesta dalla legge ed era già nell’aria, la quotazione no: perché la scelta di andare in Borsa e in tempi così rapidi?
Perché intendiamo rispondere alla sollecitazione dei soci sulla liquidabilità e negoziabilità dei titoli: entro l’estate si puntava a costituire il “borsino”, ma nella logica della massima trasparenza si è preferito puntare su una strada più lineare e certa, ossia la quotazione.
Così non si evita, però, il rischio di una svalutazione anche pesante.
Il mercato dei titoli bancari oggi esprime valori che rispondono a multipli diversi rispetto ai nostri. Con la quotazione in Borsa il valore lo farà il mercato, tenendo conto di tutte le potenzialità di ripresa della banca.
La quotazione sarà funzionale a gestire un eventuale aumento di capitale?
La ricognizione che sto effettuando, anche alla luce di quelli che saranno gli esiti dell’ispezione Bce, è finalizzata a mettere a punto un piano di rilancio della banca che in effetti potrebbe passare anche per un rafforzamento patrimoniale.
È uno scenario probabile?
Questo è presto per dirlo, saranno fondamentali le prossime settimane di lavoro.
Nel caso, la quotazione procederà in parallelo?
Posto che l’obiettivo prioritario per noi è dare soddisfazione ai soci attuali, è evidente che con la quotazione in Borsa sarà più agevole coinvolgere nel nostro azionariato tutti quei soggetti che oggi non possono investire nella Popolare di Vicenza in quanto non quotata.
Come reagirà il mercato alla vostra quotazione, a maggior ragione nel caso in cui dovesse essere associata a un aumento di capitale?
Siamo convinti che ci potrebbe essere un grande interesse. Sia tra i nostri soci attuali, che auspichiamo ci rimangano vicini, sia tra gli istituzionali, di norma attratti dalle banche di prestigio, radicate in territori forti e con una clientela di livello.
Avete sondato anche l’interesse delle Fondazioni? In particolare Cariverona nei mesi scorsi non ha fatto mistero di guardare con attenzione alle popolari.
Essendo una banca veneta sappiamo che c’è stima. In generale saremmo molto contenti se investitori istituzionali testimoniassero la loro vicinanza partecipando al rilancio della banca.
Sono accantonati, per ora, i progetti di M&A?
Una volta rafforzata, Popolare di Vicenza può svolgere un ruolo importante nel processo di consolidamento. Però non abbiamo nessuna fretta e nessuna urgenza: valuteremo la possibilità di raggiungere scale dimensionali diverse solo in una logica di creazione di valore.
Veneto Banca conserva una corsia preferenziale?
Certo il Veneto per noi è l’area più importante. Ma, ripeto, decideremo sulla base della creazione di valore.
Quale ruolo ha avuto la Bce nella messa a punto di questo piano?
Tutto il lavoro si sta svolgendo in totale e piena condivisione con la Bce, con la quale il confronto è franco e diretto, di estrema collaborazione e di supporto anche nell’ottica di rilancio della banca.
Qual è il clima dentro al consiglio?
Vedo un board determinato, coeso e teso alla risoluzione dei problemi in tempi brevi. Al massimo entro la primavera prossima questo processo dovrà essere chiuso.
Può considerarsi concluso il processo di rinnovo del management?
I recenti ingressi dimostrano che la banca è prestigiosa, capaci di attrarre manager di ottimo livello, ai quali credo in tempi rapidi potrebbero seguirne anche altri per un ulteriore rafforzamento e per far sì che questa banca oltre a tornare ad avere una presa forte sul territorio si distingua per un team di eccellenza.

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