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Vicenza si affida a Mediobanca per il riassetto

Su Popolare di Vicenza e Veneto Banca i riflettori non smettono di rimanere puntati.
Sia nella città berica che a Montebelluna c’è una accelerazione del lavoro di preparazione alla Spa. Ed entrambe le banche hanno fretta di dare alla Bce segnali rassicuranti (Vicenza, in particolare, in questi giorni ospita un’ispezione dei funzionari europei, interessati a valutare la gestione del Risk management, ovvero la copertura dei rischi di mercato nelle operazioni sul portafoglio di proprietà), mostrando di percorrere la strada perentoriamente indicata, ovvero quella di mettere i conti in ordine e studiare modalità per arrivare a possibili aggregazioni.
La volontà di trasformarsi in Spa alpiù presto è stata esplicitata dieci giorni fa dal presidente vicentino Gianni Zonin, domenica scorsa da Francesco Favotto, presidente di Veneto Banca. E ieri l’annuncio da parte della Popolare di Vicenza che «a seguito del mandato esplorativo ricevuto dal consiglio di amministrazione lo scorso 10 marzo, il consigliere delegato Samuele Sorato ha individuato in Mediobanca l’advisor per analizzare le opzioni strategiche per l’istituto considerato lo scenario bancario attuale e prospettico». L’advisor, si legge nella nota trasmessa, valuterà, in particolare, le dinamiche di consolidamento in atto nel mondo bancario alla luce delle novità normative relative alla trasformazione in Spa delle banche popolari, con le relative opportunità per la Banca Popolare di Vicenza.
La notizia giunge dopo la decisione di domenica scorsa di Veneto banca, che, in un cda convocato a sorpresa, ha dato incarico alla banca d’affari Rothschild – la stessa che si è occupata della vendita di Bim – di fungere da advisor del consiglio di amministrazione «per le opzioni strategiche conseguenti al probabile consolidamento che coinvolgerà il settore anche in considerazione della prossima trasformazione in Spa». Un segnale distensivo, anche nell’ottica di un probabile avvicinamento con Vicenza, con cui i confronti non sono, in realtà, mai mancati. «Veneto Banca si appresta a svolgere un ruolo di primo piano nel nuovo scenario bancario italiano ed europeo – ha detto il presidente Francesco Favotto -. Tutte le iniziative messe in campo con successo in quest’ultimo anno, dalla conversione del prestito obbligazionario al nuovo piano industriale, creeranno ulteriore valore per i nostri soci, i clienti e i territori nei quali operiamo, già a partire dal 2015». Anno in cui, entro l’estate, Favotto ha in previsione la realizzazione della Spa. Nel frattempo l’istituto si prepara, il 24 marzo, ad approvare il bilancio 2014, forse ulteriomente appesantito rispetto ai 650 milioni di perdite annunciate a febbraio, al varo del piano industriale – sempre nel cda della prossima settimana – e all’assemblea dei soci, il 18 aprile. E presenta, orfano di Bim, il suo nuovo private banking, con una campagna pubblicitaria nuova di zecca.

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