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Vicenza, l’inossidabile vice di Zonin «Azione contro gli ex Veneto banca»

Fissata l’ora esatta per fare i conti con gli ex vertici di Veneto Banca: le 11.30 del 16 novembre. Il sigillo formale è la convocazione in «Gazzetta Ufficiale» dell’assemblea ordinaria che «chiama» i soci della banca di Montebelluna a votare l’azione di responsabilità. E il 9 novembre il consiglio di amministrazione della Popolare Vicenza dovrebbe far partire un’analoga convocazione per il 13 dicembre. Due passaggi essenziali per chiudere con il passato, chiamandolo in causa. Solo che a Vicenza alcuni «ex» amministratori dell’epoca Zonin, e probabili obiettivi dell’azione di risarcimento, rivestono ancora ruoli chiave. Pagati.

Come Marino Breganze de Capnist, avvocato, 69 anni, 29 di militanza nel cda, in strettissimo sodalizio con Gianni Zonin che se l’è portato anche in altri consigli extra banca. È stato cortesemente accompagnato alla porta dal Fondo Atlante? No, presiede tuttora la principale controllata, la siciliana Banca Nuova. E nella Vicenza non è stato un figura di serie B. Dei 29 anni di permanenza in consiglio, 16 li ha passati da vicepresidente. Sotto i suoi occhi (e di tutto il vertice), mentre incassava 590 mila euro annui di compensi, si sono inceneriti i risparmi di decine di migliaia di persone, 6 miliardi di valore, in quello che è uno dei più grandi crac della storia bancaria italiana. Eppure mantiene la sua poltrona da numero uno (di lunga data) di Banca Nuova, 100 sportelli, 149 milioni di perdita 2015, non una pulce. In effetti, però, deve aver percepito che qualcosa era andato storto. Tant’è che con un gesto di grande eleganza in estate aveva rimesso il mandato siciliano nelle mani del Fondo Atlante, fresco socio «forzato» al 99% (2,5 miliardi complessivamente spesi per rimettere in piedi le due banche). Ma le mani gliel’hanno restituito.

Così Breganze, stipendiato dalla Vicenza (come gli altri ex zoniniani nel cda di Palermo), con quei soldi potrà pagarsi gli avvocati se la stessa Vicenza lo trascinerà in un’azione giudiziaria di risarcimento. Tuttavia ancora non si sa di preciso contro chi sarà indirizzata l’azione di responsabilità.

Il primo appuntamento è con Veneto Banca il 16 novembre. Un solo punto all’ordine del giorno, firmato dal presidente Beniamino Anselmi: «Proposta di azione di responsabilità (…) nei confronti degli ex componenti del consiglio di amministrazione e del collegio sindacale nonché dell’ex direttore generale di Veneto Banca spa». Da Trinca a Consoli in giù, il dettaglio sarà più chiaro in assemblea. Da notare che sono esclusi i revisori. Intanto si sono aperti i cantieri di un’aggregazione Veneto-Vicenza. E dopo le indiscrezioni di stampa sull’esigenza di nuovo capitale per 2,5 miliardi, ieri la banca vicentina ha diffuso una nota per affermare di non aver «evidenza di un eventuale bisogno di un ulteriore aumento di capitale, poiché il gruppo di lavoro tra i due istituti è appena avviato».

Mario Gerevini

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