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Il viaggio comincia sul web

Il turismo è sempre più digitale e a portata di smartphone: nel mondo dei viaggi la componente online traina infatti la crescita, con un peso in aumento della quota di acquisti da mobile. Se questo dato suona come una conferma di un trend in atto da tempo, è pur vero che il settore è attraversato da nuovi fenomeni, come la tendenza, da parte degli operatori, a proporre online non solo la prenotazione di alloggi ma anche esperienze e attività culturali, sportive o sociali, da svolgere nelle destinazioni scelte.Secondo l’Osservatorio Innovazione Digitale nel Turismo della School of Management del Politecnico di Milano, quello dei viaggi è un mercato che nel 2018 in Italia vale 58,3 miliardi di euro (+2% rispetto al 2017): a guidare la crescita è il digitale che, con quasi 14,2 miliardi di euro, è aumentato dell’8%, mentre la parte tradizionale ha segnato un +1%, raggiungendo 44,1 miliardi. Nella spesa digitale i trasporti sono la categoria principale (61%), seguiti dagli alloggi (29%) e dai pacchetti (10%); a livello di canali di vendita quello diretto online rappresenta ancora il 71%, ma sta crescendo l’incidenza del transato derivante dai canali indiretti (come le Online Travel Agency e i vari siti aggregatori).

In questo scenario per le strutture ricettive hanno sempre più peso le prenotazioni dirette tramite canali digitali come il sito e l’app (l’11% del totale), senza dimenticare il fenomeno delle piattaforme per facilitare l’affitto e la condivisione di alloggi tra privati, che ormai superano il 30% del mercato.

Uno dei trend più interessanti, però, riguarda la crescita sul digitale degli acquisti per le attività da realizzare una volta giunti a destinazione, dalle visite culturali ai corsi sportivi, dalla ristorazione a servizi esperienziali di vario genere (parcheggi, ingresso ad aree riservate, soluzioni per saltare la coda), che costituiscono in media il 26% del budget per la vacanza. Non per nulla, le maggiori piattaforme di prenotazione stanno puntando anche su questa proposta. Airbnb, per esempio, offre 20 mila esperienze, ovvero attività progettate e gestite da persone del luogo, in oltre mille città: ci sono lezioni di surf a Lisbona, uno shooting fotografico nell’isola di Santorini, un corso veloce per imparare a fare la pasta fresca sul Lago di Garda. Booking.com propone attività ed eventi agli utenti che hanno già prenotato un hotel nelle città coperte dal servizio Booking Experiences: in questo caso il cliente riceve un link per una pagina personalizzata con tour, attività e attrazioni cui può accedere grazie a un codice QR collegato.

Tutte operazioni, queste, sempre più a portata di smartphone. Gli acquisti legati al turismo da dispositivi mobili nella Penisola superano i 2,5 miliardi di (+46%) e il mobile si conferma molto rilevante nel mercato delle attività (tra chi ha prenotato o acquistato attività online, il 66% lo ha fatto da smartphone).

Se è vero che il viaggiatore è sempre più tecnologico, il tocco umano però rimane ancora importante in questo settore, per lo meno in Italia, come dimostra il fatto che per organizzare una vacanza lunga, il 31% dei turisti digitali si reca in un’agenzia, che si rivela quindi ancora una soluzione efficace, a patto che sappia integrare l’esperienza con i moderni strumenti online.

Irene Greguoli Venini

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