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Via Nazionale taglia le stime di crescita, disoccupazione verso il 13%

Dopo le schermaglie, i proclami e gli ultimatum che hanno segnato la campagna elettorale ed i primi mesi di vita del governo Letta, è arrivato, per la maggioranza, il momento del redde rationem sull’Imu, sull’Iva e sulle risorse che devono essere trovate per abbattere l’una ed evitare l’aumento dell’altra imposta. Stamattina il ministro dell’Economia, Fabrizio Saccomanni, metterà sul tavolo dei partiti tutte le carte e le ultime elaborazioni del Tesoro. E starà poi a Pd, PdL e Scelta civica scegliere tra le opzioni che il Tesoro ritiene possibili, o proporre eventuali alternative. Naturalmente anche per quanto riguarda la copertura, cioè il modo di finanziare l’allentamento fiscale.

Di fatto, la maggioranza sarà messa di fronte a una scelta cruciale. Per eliminare l’Imu sulla prima casa (il decreto approvato ieri dal Parlamento prevede solo la sospensione della prima rata fino al 16 settembre) servirebbero 4 miliardi già quest’anno, mentre l’ulteriore rinvio di tre mesi dell’aumento Iva costa un altro miliardo. Il problema è che questi soldi nel bilancio non ci sono, e a meno di non inventarsi qualche nuova tassa o di infrangere il tetto del 3% di deficit, ipotesi che il Tesoro esclude categoricamente, bisognerà ipotizzare tagli di spesa pesanti. O accontentarsi solo di un alleggerimento dell’Imu sulla prima casa, un’opzione che non piace affatto al centrodestra.

Anche la partita sull’Iva appare dagli esiti molto incerti. Il governo ha rinviato l’aumento dell’aliquota dal 21 al 22% dal primo luglio al primo ottobre, e per coprire le mancate entrate ha previsto un aumento degli acconti fiscali. Soluzioni che non piacciono molto né al Pd né al PdL, che stanno lavorando sulle possibili coperture alternative, e con il Tesoro cominceranno a discutere oggi anche i meccanismi per finanziare un ulteriore rinvio dell’aumento Iva almeno fino alla fine dell’anno (che costerebbe un altro miliardo di euro).

Difficile che già oggi possa emergere la soluzione del puzzle sul tavolo del governo e della maggioranza. È possibile, invece, che fin da subito ci si orienti su una soluzione per tappe, con due scadenze. Un decreto entro Ferragosto per l’Imu 2013 e il rinvio di altri tre mesi dell’aumento dell’Iva. La legge di Stabilità 2014, da presentare a ottobre e approvare entro l’anno, per l’assetto definitivo della tassazione degli immobili e dell’imposta sui consumi. Sempreché governo e maggioranza, per allora, abbiano trovato i soldi necessari ed un accordo su come procedere.

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