Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Via libera della Ue al decreto rimborsi

La Commissione Ue «accoglie con favore l’impegno del governo italiano di mantenere i target di bilancio inseriti nella legge di stabilità 2015» e, sulla base dell’annuncio sulle pensioni, «lascia invariato il giudizio sul programma di stabilità, basato sulle stime economiche di primavera ». Pier Carlo Padoan incassa il semaforo verde di Bruxelles grazie alla conferma degli obiettivi programmatici contenuti nel Def, a partire dal 2,6 di deficit-Pil di quest’anno, utilizza il «tesoretto» per far fronte alla «grana» pensioni e continua a contare sulla «clausola delle riforme ». Il tutto spendendo circa 2 miliardi.
La tempesta tuttavia non è passata ed è il fronte interno che rumoreggia. Va all’attacco la leader della Cgil Susanna Camusso che giudica la risposta «insufficiente », la Uil calcola che il governo restituisce solo tra il 4 e il 24 per cento di quanto dovuto, la Cisl ostenta malumore. Cavalca la protesta Beppe Grillo che ha pubblicato sul sito il modulo per chiedere il rimborso integrale della pensione.
Sul provvedimento del governo è intervenuto, in audizione alla Camera, anche il presidente dell’Inps Tito Boeri dando il proprio assenso all’operazione «una tantum» (non servirà una domanda all’Inps per riceverla) e sottolineando l’importanza del pagamento delle pensioni dal primo del mese a partire da giugno. Il «numero uno» dell’Inps si è detto inoltre favorevole a forme di flessibilità in uscita per le quali, ha detto, bisogna «fare riferimento al sistema contributivo».
Con toni particolarmente preoccupati Boeri ha lanciato l’allarme povertà nel nostro paese. «E’ in crescita», ha detto il presidente dell’Inps, e la fascia di disagio più a rischio «resta quella tra i 55 e i 65 anni che, nel corso della crisi, ha registrato un aumento del 70 per cento». Per questi lavoratori è in dirittura d’arrivo, probabilmente già a giugno una riforma che disegni un intervento di sostegno «chiavi in mano».
Boeri ha osservato che l’esplosione della povertà, aumentata in Italia di un terzo negli ultimi anni, era «tutt’altro che inevitabile ». «La percentuale di famiglie che si trovano sotto la soglia di povertà», ha rilevato nel corso dell’audizione, «è salita dal 18 al 25 per cento: da 11 a 15 milioni di persone si trovano in questa condizione». Per questo, ha incalzato Boeri, «la povertà è un problema centrale, molto più delle disuguaglianze dei redditi». Era inevitabile?, si è chiesto Boeri. «La risposta, guardando in giro altri paesi, è “no”; altri paesi, che hanno conosciuto una crisi comparabile alla nostra, riescono a subire una riduzione del reddito del 7 per cento senza conoscere un incremento dei tassi di povertà ». Dunque, ha concluso Boeri, se il governo fosse intervenuto per 18 miliardi non ci sarebbero state più risorse per il necessario contrasto alla povertà.
Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

«Siamo certamente partiti con il piede giusto». Carlos Tavares, amministratore delegato di Stellan...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

«L’intervento del Pnrr si colloca nel solco degli sfidanti obiettivi definiti in sede europea e n...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Squadre di lavoro ad hoc per asili e i nuovi “ospedali di comunità”. Si avvia la fase operativa...

Oggi sulla stampa