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Via libera dei cda a Unipol-Fonsai-Milano ma prima Cimbri stacca il mega-dividendo

Da ieri il progetto di fusione tra Unipol-Fonsai-Milano- Premafin è una realtà. Ancora subordinata all’approvazione delle rispettive assemblee (e infatti non è escluso che alla fine gli azionisti di risparmio Milano possano votare contro e la compagnia sfilarsi, dunque la fusione farsi a tre invece che a quattro); inoltre, ci vuole ancora il sì delle autorità di vigilanza. Ma, da ieri, il dato è tratto: con l’astensione del rappresentante di Assogestioni e il voto contrario del consigliere Luigi Reale, che rappresenta la famiglia Ligresti, UnipolSai Assicurazioni è pronta a vedere la luce. Lo ha annunciato lo stesso ad di Unipol, Carlo Cimbri, confermando la tempistica: assemblee entro aprile-maggio mentre la fusione sarà operativa a partire dal secondo semestre 2013.
Nessuna sorpresa sui concambi e sui relativi pesi post fusione: Ugf avrà il 61% della nuova realtà assicurativa, gli ex azionisti Premafin non di controllo lo 0,85%, quelli Fonsai il 27,46 e quelli Milano il 10,69% (anche se in realtà la quota di Ugf sarà pari al 63%, perché aveva comprato il 4,9% in più dall’inoptato Fonsai). Rispetto a quanto annunciato lo scorso giugno, invece, il piano industriale prevede non poche novità. Innanzitutto a fine periodo, nel 2015, è previsto che la raccolta
premi ramo danni sia inferiore di 600 milioni rispetto al vecchio target (contro i 200 in più invece stimati sul versante Vita), mentre i costi da fusione sono cresciuti di oltre il 30%, da 228 a 302 milioni one off.
L’utile netto a fine periodo è stimato a 814 milioni di euro, su una raccolta danni da 8,9 miliardi di euro e un combined ratio da lavoro diretto del 93%.
Migliora il Solvency margin, al 180% a fine 2015 contro le stime precedenti di 168 ma cambiano ancora le previsioni di maggiori riserve: era stato stimato di farle salire di 500 milioni nell’arco del piano, mentre ora si parla di 900 milioni. Non solo, la maggior parte, 750 milioni, saranno appostati nei bilanci 2012. Un “appesantimento” che Cimbri ha attribuito in larghissima misura al gruppo Fonsai: nel 2012, le riserve delle ex compagnie Ligresti aumenteranno complessivamente di 650 milioni (350 sono già state fatte nei nove mesi) e di 100 milioni saliranno quelle Unipol (80 già effettuate). Inoltre, ha aggiunto Cimbri, per quanto riguarda Fonsai, le maggiori riserve saranno coperte per circa 300 milioni dalla «migliore marginalità prodotta dalla gestione corrente della compagnia», insomma, dal miglioramento industriale di Fonsai.
Ma prima di confluire nella fusione, Unipol assicurazioni staccherà un bel “dividendone”, pari a 150 milioni, a favore della controllante Ugf. «Il patrimonio Unipol si è mosso positivamente», ha spiegato Cimbri, e per riportare «le situazioni valutative» con Fonsai «allo stesso livello» delle proiezioni originarie, «alla base dei concambi è stata assunta l’ipotesi che Unipol assicurazioni distribuisca 150 milioni di dividendo ». Finsoe di sicuro ringrazierà. Infine il portafoglio strutturati: a fine dicembre 2011 le minus potenziali erano pari a 1,2 miliardi, scese a 650 nel settembre scorso.

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