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Via libera definitivo al Recovery I primi 25 miliardi tra luglio e agosto

Oggi sarà compiuto l’ultimo passo. Il Pnrr italiano, insieme a quello dei Paesi che hanno già ricevuto l’investitura della Commissione, riceverà il via libera definitivo dall’Ecofin (il consiglio dei ministri economici). Quasi 25 miliardi arriveranno nelle casse del Tesoro tra fine luglio e i primi di agosto.Si tratta ovviamente della prima tappa di un percorso che si concluderà nel 2026. Periodicamente la Commissione effettuerà la verifica dello stato di avanzamento degli impegni assunti nel NextGenerationEu. A fine anno sarà valutato, ad esempio, lo stato dei lavori sulla riforma della Giustizia e del Fisco.La partenza, comunque, è stata una “promozione”. La stessa cosa non si può dire dell’Ungheria di Orbán. Il Piano di Budapest è stato sospeso nonostante le smentite di alcuni rappresentanti di Palazzo Berlaymont. È l’unico Stato membro che al momento ha subito questa sorte. La Commissione aveva due mesi per esprimere il suo giudizio e quei 60 giorni sono passati ieri. Nulla impedisce che nei prossimi giorni il “governo” comunitario esprima un voto positivo. Budapest, però, non ha ancora fornito le garanzie necessarie su come verranno spesi gli oltre sette miliardi che l’Ue mette a sua disposizione. È evidente che è in corso un braccio di ferro, in cui è coinvolto il premier Orban e la recente legge contro gli omosessuali. Oggetto perfino di una procedura d’infrazione.Nel frattempo ieri la presidente della Commissione europea, Ursula Von der Leyen, e la presidente della Bce, Christine Lagarde, hanno incontrato la segretaria americana al Tesoro Janet Yellen. Che ha preso parte anche all’Eurogruppo. Tema principale dei colloqui: global tax, la tassazione minima per le aziende oggetto di un accordo raggiunto nel week end nel G20 di Venezia, e la digital tax. Ossia la tassa sui colossi del web che quasi mai pagano le tasse nei Paesi dove costruiscono i loro profitti. Su quest’ultimo punto le posizioni tra Ue e Usa sono ancora distanti. Non è un caso che l’Europa abbia deciso di sospendere la web tax. Motivo: formalmente per consentire al G20 e all’Ocse di completare entro ottobre il lavoro per raggiungere un accordo che comprenda una digital tax. Il nodo però è sempre lo stesso: gli States ancora non sono convinti di questa soluzione. «Lavoreremo insieme — ha spiegato il commissario agli Affari economici, Paolo Gentiloni — per raggiungere un accordo globale».Infine una raccomandazione da parte di Yellen: «Siamo tutti d’accordo che l’incertezza rimane alta. In questo contesto è importante che l’orientamento di bilancio rimanga di sostegno fino al 2022». Sembra quasi uno stop alle voci — non confermate — che nella scorsa settimana attribuivano alla Bce la possibilità di rialzare i tassi alla luce dei dati in crescita dell’inflazione.

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