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Via libera Consob all’Ipo di doBank

Consob dà il via libera al prospetto di quotazione di doBank, tra i leader italiani nella gestione e nel recupero dei crediti bancari deteriorati. L’offerta per l’ammissione sull’Mta riguarda 28,5 milioni di azioni, pari al 35,63% del capitale, o 34,7 milioni (43,38%) se l’azionista Avio sarl (veicolo detenuto da Fortress Investment ed Eurocastle Investment) eserciterà integralmente la facoltà di aumentare il quantitativo, sentiti i coordinatori dell’offerta Citigroup Jp Morgan e Unicredit corporate & investment banking. Le azioni saranno collocate presso istituzionali in Italia e all’estero, mentre non è prevista alcuna offerta al pubblico indistinto. Il libro ordini del collocamento aprirà proprio oggi. Il debutto è previsto a metà luglio.
L’Ipo dovrebbe valorizzare la società fra 653 e 802 milioni di euro (al netto delle azioni proprie), quindi con una una forchetta di prezzo compresa fra 8,35 e 10,25 euro per azione. Il prezzo finale sarà determinato da Avio Sarl al termine del periodo di offerta. È prevista una greenshoe di ulteriori 2,85 milioni di azioni (10%), incrementabile a 3,47 milioni se verrà esercitata la facoltà di incrementare l’offerta da parte di Avio. Con integrale esercizio della greenshoe le azioni offerte saranno quindi il 39,19% (o il 47,71% con offerta incrementata), mentre Avio scenderà al 58,62% (o 50,1%).
DoBank è nata dalla ex-Uccmb, il veicolo di gestione dei non performing loan di casa Unicredit acquisito tre anni fa da Fortress dopo un’asta competitiva. Nel luglio scorso proprio doBank ha rilevato il controllo di Italfondiario, l’altra grande piattaforma di gestione del colosso degli investimenti Fortress. L’operazione ha portato alla creazione del più grande gruppo indipendente nazionale dedicato alla gestione e al recupero di non performing loan (con oltre 83 miliardi gestiti e circa 200 milioni di fatturato), anche se le due piattaforme sono restate distinte fra loro. Dobank opera in un settore salito velocemente ai vertici della finanza italiana, quello dei non performing loan, cioè le sofferenze che fanno capo alle banche. Proprio Fortress, fino alla decisione di abbandonare l’operazione, è stato coinvolto fino a qualche settimana fa sull’operazione di valorizzazione degli Npl di Mps assieme al fondo Atlante e a Fonspa-Elliott.
In un incontro con gli analisti nello scorso marzo Francesco Colasanti, managing director di Fortress ha indicato che la società ha realizzato nel 2016 circa 61,6 milioni di Ebitda e che i comparabile del settore trattano a multipli pari a 10-12 volte il margine operativo lordo atteso per il 2017. «Se si aggiungono anche gli altri asset in bilancio, la valutazione è sicuramente a nord di 700 milioni di euro», aveva spiegato Colasanti, sottolineando Dobank è iscritta attualmente nel bilancio di Fortress a 540 milioni.
I termini di confronto sono alcuni gruppi europei: come il servicer polacco Kruk e lo svedese Intrum Justitia. In Italia le uniche piattaforme quotate sono Prelios e Cerved, anche con con modelli totalmente diversi.
Citigroup, JP Morgan e UniCredit Corporate & Investment Banking agiscono in qualità di joint global coordinator e joint bookrunner e Banca Akros agisce in qualità di co-lead manager. Rothschild è invece advisor finanziario dell’operazione. Gli advisor legali incaricati sono Legance e Clifford Chance per il venditore, mentre Linklaters ha assistito i coordinatori. Le banche sono state assistite per la parte fiscale dallo studio Tremonti Romagnoli Piccardi. Il revisore dei conti è invece Ernst Young.

Carlo Festa

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