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Via libera all’asta frequenze. La «pace» Mediaset-Sky

Se il cerchio si chiuderà (e, certo, l’incertezza politica del governo non aiuta a sperare in una soluzione a breve) potremmo assistere alla riorganizzazione dell’etere. Una rivoluzione per alcuni, un terremoto per altri: l’Agcom guidata da Angelo Cardani ha dato il via alle regole per l’asta delle frequenze con l’esclusione di Rai e Mediaset e la possibilità di partecipare per Rete A (De Benedetti), Sky (Murdoch), Rete Capri, ma anche tecnicamente per Urbano Cairo con La7 e per i nuovi entranti come Tarak Ben Ammar. Allo stesso tempo però ha anche rattoppato due «buchi». Quello delle interferenze tv, una patata ormai diplomatica che ci stava creando problemi con Malta, la Slovenia e che, a livello locale, aveva causato l’oscuramento prima di Natale dello spettacolo di Roberto Benigni sulla Costituzione in parte della Lombardia e del Piemonte. E quello dei tre Multiplex in asta per 5 anni visto che già si sa che dovranno andare alla rete mobile Lte (4G e ulteriori evoluzioni) e che probabilmente sarebbero andati deserti. Così all’asta andranno solo i 3 Multiplex a 20 anni (i cosiddetti L1, L2 e L3).
Il clima che si respira in Agcom è di soddisfazione, anche se a decidere dovrà essere il ministero dello Sviluppo economico, con tutte le incognite temporali del caso. «In ordine di importanza — riassume Maurizio Decina che, con Antonio Martusciello, è stato il relatore del dossier — abbiamo dato una risposta alla procedura di infrazione europea permettendo l’ingresso sul mercato di almeno tre nuovi entranti. Abbiamo favorito il refarming della banda 700 in preparazione delle future aste per l’Lte. E abbiamo avviato la bonifica delle interferenze con una valorizzazione dello spettro, patrimonio dei cittadini». Come già scritto dal Corriere dall’asta delle frequenze tv ci si dovrà attendere meno di 250 milioni. Ma considerando l’asta dei 30 megahertz per il mobile entro il 2018 si arriva, con molto ottimismo e incertezza, agli 1,2 miliardi circolati come stima (40 milioni di euro a megahertz). Intanto giornata di passione in Borsa per Mediaset (+8,4%). L’Espresso ha parlato di un «disarmo» tra Silvio Berlusconi e Rupert Murdoch in una cena ad Arcore lo scorso 4 marzo. La Borsa ci ha creduto.

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