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Via libera al prestito per Fca “Confermati investimenti in Italia”

MILANO — È arrivato nel pomeriggio di ieri il via libera del ministero dell’Economia alla garanzia pubblica sull’80 per cento del prestito da 6,3 miliardi di euro accordato da Intesa Sanpaolo alle attività italiane del gruppo Fca. «È un’operazione di sistema con la quale si punta a preservare e rafforzare la filiera automotive italiana e a rilanciare gli investimenti, l’innovazione e l’occupazione in un settore strategico per il futuro economico e industriale del Paese», è stato il commento del ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, al termine delle procedure di approvazione previste dal Decreto Liquidità.
Come hanno spiegato nelle ultime settimane le parti coinvolte, il gruppo Fca (la cui maggioranza fa capo a Exor, la holding che controlla anche Repubblica ) ha condiviso con Intesa Sanpaolo un elenco di circa diecimila fornitori, ai quali l’istituto anticiperà direttamente attraverso conti correnti dedicati i pagamenti dovuti da Fca Italy, non appena sarà emessa la garanzia pubblica predisposta dalla Sace. Il meccanismo è stato pensato per rendere più rapida l’erogazione dei fondi da parte di Intesa, che altrimenti avrebbe dovuto procedere per ogni fornitore con una valutazione del merito di credito.
È per questo che il numero uno della banca, Carlo Messina, ha parlato in più occasioni di un’operazione di filiera in un settore cruciale come l’automotive, che dà lavoro nelle attività manifatturiere a 400 mila persone e a circa un milione se si considerano anche i servizi collegati. «Il 100 per cento delle risorse che fanno parte dell’accordo sarà indirizzato al nostro business in Italia», ha detto Pietro Gorlier, responsabile di Fca per l’Europa.
Dell’accordo con il governo sono parte integrante gli impegni che il gruppo guidato da Mike Manley aveva messo nero su bianco nel piano per il periodo 2019-2022 e che prevedevano circa 5 miliardi di investimenti destinati, in particolare, al lancio delle nuove motorizzazioni ibride e elettriche.La mappa degli interventi prevede una serie di lanci già definiti e altri più in là nel tempo. Tra i primi rientrano le prossime Jeep Renegade e Compass ibride “plug in” costruite a Melfi o la 500 “full electric”, per la quale si sta avviando la produzione a Mirafiori. Un altro modello atteso a breve è la nuova super- sportiva Maserati MC20, che nascerà nello stabilimento di Modena. Una novità annunciata ieri è, invece, la produzione di un motore “mild hybrid” a Termoli, con il quale saranno equipaggiate la 500X e la gemella Renegade. Per gli investimenti indicati nel piano, così com’è stato aggiornato durante la trattativa, è prevista una procedura di verifica che permetterà al governo di assicurarsi il rispetto degli impegni da parte del gruppo automobilistico, che in questi mesi sta trattando una fusione con la francese Psa.
Il prestito di Intesa ha una durata di 33 mesi; il tasso d’interesse che pagherà Fca, e che comprende il costo della garanzia pubblica stabilito dal Decreto Liquidità, non è stato rivelato.
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