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Via libera al Brevetto unitario Scatta la riforma dei marchi

L’Italia adotta la nuova normativa Ue sul brevetto europeo con effetto unitario. Ieri il consiglio dei ministri ha approvato in via definitiva, con secondo esame dopo i pareri favorevoli delle commissioni parlamentari competenti, il decreto legislativo che recepisce sia il Regolamento 1257/2012 sia l’Accordo su un tribunale unificato dei brevetti. Sempre ieri il consiglio dei ministri ha approvato, anche in questo caso in via definitiva, il decreto legislativo che recepisce il cosiddetto «pacchetto marchi» della Ue. Entrambi i Dlgs apportano modifiche al Codice della proprietà industriale.
Attualmente già esiste un brevetto europeo. L’impresa interessata avanza una domanda unica all’Ufficio europeo dei brevetti redatta in una sola lingua (inglese, francese o tedesco), accompagnata da una traduzione in italiano. Il brevetto europeo, una volta ottenuto, deve essere convalidato in ogni Stato in cui si vuol far valere. Il brevetto europeo «unitario», invece, consentirà di ottenere, con un’unica procedura centralizzata, e un solo pagamento, una protezione brevettuale automaticamente uniforme in tutti i 26 Paesi Ue che partecipano alla cooperazione rafforzata. Secondo le istituzioni europee, i costi di traduzione e amministrativi dovrebbero ridursi fino all’80%.
Il Dlgs stabilisce, tra gli altri punti, la preminenza del brevetto unitario in caso di cumulo delle protezioni ed un meccanismo di salvaguardia per non pregiudicare i diritti del titolare dell’attuale brevetto europeo in attesa dell’esito della domanda che presenterà per il brevetto con effetto unitario. Viene poi inserito un regime transitorio, per garantire l’applicazione della legislazione italiana alle cause riguardanti il brevetto europeo rilasciato per l’Italia pendenti fino all’entrata in vigore dell’Accordo sul tribunale unificato e, dopo, per un periodo transitorio di sette anni.
L’Analisi di impatto della regolamentazione che accompagna il Dlgs sottolinea che l’entrata in vigore del brevetto unitario è subordinata alla ratifica dell’Accordo per il Tribunale in almeno 13 Paesi Ue. L’Italia è tra i Paesi che hanno già completato l’iter. Va detto però che su tutto pende l’impasse della Germania, in attesa dell’esito di una pronuncia della Corte costituzionale tedesca. Nel frattempo anche la maggioranza del nostro Parlamento si è espressa a favore di un’assegnazione all’Italia (Milano, ndr) di una sede distaccata del Tribunale in sostituzione di Londra, al centro del processo della Brexit. La commissione Attività produttive della Camera ha chiesto un impegno del governo in tal senso nel parere favorevole formulato sul Dlgs approvato ieri in consiglio dei ministri.
Come detto, poi, ieri è arrivato anche il via libera al decreto che attua il “pacchetto marchi” della Ue. In questo caso la principale novità è l’eliminazione del requisito di rappresentazione grafica dalla definizione di marchi registrabili. Si potrà ricorrere anche a combinazioni di immagini e suoni, teoricamente anche elementi olfattivi, e a marchi di movimento, multimediali, ologrammi, purché siano rappresentati in modo chiaro, preciso e facilmente accessibile. Di conseguenza la domanda di registrazione dovrà contenere, anziché la «riproduzione» del marchio, la sua «rappresentazione».

Carmine Fotina

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